Varese

Civati (Pd): in ascolto dei protagonisti della cultura

Un momento del dibattito al Cavedio

Il Pd affronta la cultura a Varese, con due incontri. Uno si è svolto questa sera, presso il Bar Il Cavedio a Varese, e uno, promosso da Arci Varese, è in programma per martedì 10 maggio, presso la Sala di Filmstudio ’90, e vedrà un confronto sulla cultura tra i rappresentanti delle liste che corrono a Varese. Oggi Andrea Civati, uno dei rottamatori del Pd varesino e candidato nella lista del partito di Bersani per il Consiglio comunale della città, ha interrogato e dialogato con alcuni tra i protagonisti della vita culturale del capoluogo. L’appuntamento, dal titolo “Rianimiamo la città”, ha avuto l’ambizione, per citare le parole di Civati, “non di riflettere in termini astratti sulla cultura, ma di ascoltare chi la cultura la fa davvero, e ne vede limiti e difficoltà”.

Dopo l’intervento del candidato sindaco del centrosinistra, Luisa Oprandi, che ha richiamato i principi della trasparenza e della familiarità degli amminstratori con la città, ha preso la parola il presidente dell’Arci di Varese e patron di Filmstudio ’90, Giulio Rossini. “La cultura in passato mostrava un legame forte con i luoghi della cultura e con il mondo del lavoro. E dava risposte ad esigenze e problemi che mergevano dalla vita quotidiana”. Un legame che oggi si è spezzato e che ha portato Rossini a proporre di “fare uno sforzo per riconoscere le nuove identità, i nuovi protagonisti: non ci sono più le grandi fabbriche, né le vecchie tute blu”. Uno sforzo per puntare all’obiettivo di “ricomporre”, ha detto Rossini, la società e la cultura. Tra gli spunti offerti con il suo intervento da Rossini, anche la proposta di un nuovo assessorato alla Partecipazione.

Con un bell’intervento, che nasceva dalla passione per la cultura e il teatro, Serena Nardi ha dichiarato che “occorre oggi non arrendersi, continuare ad indignarsi contro i tagli alla cultura, mentre anche a Varese ci siamo un po’ addormentati e abbiamo finito per accettare queste cose come dati di fatto”. La Nardi, direttrice della scuola di teatro attiva presso il Cinema Teatro Nuovo di Varese, ha rimarcato che “noi facciamo un’attivitò culturale ed educativa importante, ma non abbiamo alcun riconoscimento economico: zero euro”.

Ha concluso il giro di interventi il “padrone di casa”, Fiorenzo Croci, patron dell’associazione “Il Cavedio”. Subito Croci ha ricordato che il locale in cui si è svolto l’incontro non è direttamente gestito dall’associazione e che, anzi, come associazione non avrebbe mai opsitato un incontro come questo in un momento di campagna elettorale. “Credo che Varese – ha dichiarato Croci – sia una delle città più culturalmente avanzate d’Italia”. Iniziative, realtà culturali, associazioni sono molteplici e significative. Quale il problema? “Il problema è che non ci mettiamo insieme, ma la responsabilità di ciò non riguarda il Comune, ma noi, la nostra mentalità di bottegai”. Giustamente, Civati ha obiettato che  il Comune debba svolgere anche un ruolo promotore di iniziative, magari attraverso un tavolo può cercare di coordinare le iniziative.

6 maggio 2011
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