Gavirate

Sul volto di Cristo un dibattito al Comune di Gavirate

Dettaglio di un'icona del padre Andreij Rublev

Non è il credente a guardare il Volto nell’icona, l’immagine sacra all’Oriente cristiano, ma la viva presenza del Cristo a interpellare il credente: è il suggestivo assunto de “Il volto di Cristo”, nuovo libro della studiosa Emanuela Fogliadini, uscito da poche settimane per i tipi della Jaca Book. Docente all’ Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bologna e ricercatrice alla Facoltà Teologica di Milano, l’autrice lo presenterà, insieme al professor Beniamino Binda, domani giovedì 5 maggio, alle ore 18, presso la Sala consiliare del Comune di Gavirate.

Un saggio che con chiarezza si interroga sulle ragioni di una divergenza sostanziale, artistica quanto teologica: a partire dagli “Acheropiti”, le icone “originarie” che la tradizione ortodossa vuole non dipinte, ma nate e diffusesi attraverso la misteriosa visita del Salvatore nei primi secoli del cristianesimo d’Oriente.

L’indagine de “Il volto di Cristo” sottolinea la divergenza prospettica, tecnica e ispirativa, tra Oriente e Occidente: la nostra pittura sacra origina infatti dal valore della testimonianza (la “Biblia pauperum”, come verso la fine del VI secolo la definì Gregorio Magno). Ciò contribuirà ad affermare il moderno concetto occidentale di autonomia e originalità dell’artista.

Al contrario, nelle icone l’adesione spirituale al Cristo recherà tratti di sostanziale fedeltà alla lezione degli Acheropiti. Prospettive rovesciate, dunque: lo stesso valore liturgico dell’icona, facendo dell’artista (spesso anonimo) un asceta, è inconcepibile per l’Occidente di Merisi e Michelangelo.

4 maggio 2011 Vincenzo Di Maro redazione@varesereport.it
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Un commento a “Sul volto di Cristo un dibattito al Comune di Gavirate

  1. milazzo rita il 4 maggio 2011, ore 18:17

    lavoro eccezzionale che merita discussione e diffusione

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