Economia

Sciopero generale, la Cgil lancia l’allarme sulla crisi

Venerdì 6 maggio sciopero generale di otto ore proclamato dalla Cgil. Otto ore di astensione dal lavoro con manifestazione nel capoluogo. Una decisione che nasce da un allarme circa il perdurare di una crisi che, come dice la Cgil, a due anni dall’inizio, vede che “sono più povere le famiglie, più alta la disoccupazione”. Una crisi che “somma quella conclamata a quella nascosta dei giovani e delle donne”.

“Il nostro Paese ha subito una contrazione del PIL più elevata della media europea – continua la Cgil di Varese – e ora cresce con un tasso più basso rispetto ai nostri competitori. Il debito pubblico è cresciuto e lo stato sociale copre sempre meno i bisogni delle fasce più esposte della popolazione. Si è aggravata la condizione dei pensionati ed è aumentata la percezione di insicurezza per le giovani generazioni. Il lavoro paga la svalutazione di valore che ha subito negli ultimi anni e sopporta un carico fiscale eccessivo quanto iniquo, sul quale attendiamo da tempo le risposte del governo a fronte delle proposte di riforma fiscale che abbiamo avanzato”.

Per la Cgil “sono evidenti le responsabilità del Governo che non ha voluto contrastare efficacemente questa condizione, non ha investito sul futuro, limitando la propria iniziativa ad un’azione di contenimento in attesa di tempi migliori”. E ancora peggiore il suo bilancio politico, che il sindacato della Camusso vede caratterizzato da “due anni di turbolenza nei rapporti istituzionali, accompagnata da una deriva populista incurante di ogni valore etico condiviso”.

Sul piano sociale è prevalsa la scelta della divisione del movimento sindacale, favorita dall’assenza di regole democratiche, che hanno ulteriormente sottratto autorevolezza alle iniziative contro la crisi, favorendo inoltre forzature autoritarie come nel caso della vertenza FIAT così come nel recente accordo separato nel pubblico impiego. 

Sciopero generale, dunque, per “rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo, riconquistare un modello contrattuale unitario e smettere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali, ridare fiducia ai giovani”.

a CGIL ha avanzato una serie di proposte sulle quali decide di proseguire con l’iniziativa a livello territoriale per coinvolgere maggiormente l’insieme dei lavoratori, dei giovani, dei precari, delle donne, dei pensionati rafforzando l’azione per una straordinaria campagna di massa. Questo insieme di proposte sarà completato con quella sul nuovo modello contrattuale. 

La Cgil, dunque, punta, con il suo contributo di riflessioni e di proposte, ad imprimere al Paese “una svolta decisa”, in grado di ridare slancio e più tutela delle condizioni di lavoro. A Varese tutto questo sarà ribadito in una grande manifestazione venerdì 6 maggio, che inizia alle ore 9.30 con il concentramento in piazza Repubblica. Alle ore 10.30 programmati interventi dei lavoratori e delle lavoratrici e un intervento conclusivo di Fulvia Colombini, della segreteria della Cgil Lombardia. Al termine un concerto dell’Orchestrina del Suonatore Jones.

4 maggio 2011
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