Varese

Grillo a Varese: cari leghisti, una volta eravate come noi

Il comizio di Beppe Grillo a Varese

Arriva a piedi da piazza Monte Grappa e imbocca, abbronzato e in grade forma, il Corso Matteotti. Beppe Grillo è arrivato nel tardo pomeriggio a Varese per lanciare la lista del Movimento Cinque Stelle dal palco di piazza Podestà. Ma prima di arrivare al palco, l’attore è sostato al Bar Zamberletti e si è seduto insieme ai suoi collaboratori per fare il punto sulla città, circondato da fotografi e giornalisti. Grillo parla con i suoi candidati e con Francesco Cammarata, candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle, ma non perde d’occhio i giornalisti. “Il Movimento Cinque Stelle – dice Grillo – è nato un anno e mezzo fa, senza soldi, senza giornali, è un miracolo”. Alle elezioni del 2013, continua, “è finita per questi partiti e noi entreremo almeno in 40″.

Parla di obiettivi, di battaglie, soprattutto di referendum. Inevitabile una domanda sul Carroccio: in  fin dei conti siamo nella culla della Lega. Grillo sorride, allarga le braccia e, spiazzando tutti, dice. “C’è qualche assonanza tra di noi: anche loro hanno iniziato con i baracchini, ma poi hanno fatto la fine dei burocrati, assetati di “grano”, banche, fondazioni”. Poi è il momento di salire sul palco. E subito, guardando la sede del Carroccio sopra di lui, e si sporge per dire alla folla: “Pensavate che venissi qui per parlare di loro. E, invece, niente”. E fa il gesto dell’ombrello. “Non è quello il simbolo di Varese – continua -, ma quello”. Indica una gru che spunta sull’Arco Mera. “Gru e cemento, deliri da anni Settanta”.

Parla di Varese, Beppe Grillo, una città in cui “ci sono più auto che abitanti”. E rilancia i referendum. “Ci sarebbe da fare un solo referendum: o democrazia o partitocrazia, cittadini o sudditi dei comitati d’affari”. Ricorda la battaglia sulla cacciata dei condannati definitivi dal Parlamento, sul limite di due mandati per i politici, e poi fa l’elogio della Rete. “Non ha senso che uno si sposti da un capo all’altro della città, inquinando, per poi trovarsi di fronte ad un computer nel suo ufficio”. C’è la Rete ed è possibile lavorare “davanti ad un lago, guardando un cigno”. C’è poi l’appello a votare il candidato sindaco Cammarata e i candidati consiglieri del Movimento Cinque Stelle. “Se li votate, sarà come mettere un social network dentro il Comune”.

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3 maggio 2011
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2 commenti a “Grillo a Varese: cari leghisti, una volta eravate come noi

  1. abramo il 4 maggio 2011, ore 10:13

    e purtroppo questo è l’unico vero rappresentante del popolo: sceglie candidati giovani, affinché non siano commistionati e puliti; parla esplicitamente dell’insensatezza dell’uomo nel cementificare l’unica risorsa di vita.
    ma, soprattutto, non si permette di dire che perde le elezioni per colpa degli elettori…

  2. ester il 4 maggio 2011, ore 17:52

    non ho assistito al discorso di Grillo,comunque mi pare che dica,al di là di certe espressioni discutibili,cose vere e ragionevoli,che,applicate,forse ci potrebbero far vivere meglio e con meno ingiustizie.Ma gli apparati di potere penso siano stabilizzati in un intreccio perverso tra finanza,politica e quant’altro e perciò quasi invincibili.Forse sono troppo pessimista,ma di fatto mi pare questa la realtà.Se ci indignassimo e non accettassimo certe ingiustizie macroscopiche forse qualcosa cambierebbe.Ma tutto tace.Ad es.perché accettare che il figlio di Bossi prenda 10000e al mese alla Regione e un giovane laureato con 110 e lode non abbia mai un’occasione?

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