Varese

Federiconi se ne va. E si toglie qualche sassolino

L'assessore Federiconi

Lo aveva anticipato che “si sarebbe tolto qualche sassolino dalla scarpa”. E così l’assessore comunale alla Tutela Ambientale, Luigi Federiconi, questa mattina si è congedato facendo il bilancio del suo ultimo mandato. Come ha confidato a qualcuno, ha voglia di dedicarsi alla famiglia e al suo nipotino. Un congedo che è anche un piccolo bilancio della sua attività da assessore. “I miei predecessori in questo assessorato non hanno fatto nulla – esordisce Federiconi -. Di acqua, suolo ed aria, non si occupava nessuno. Mentre nessuno mancava mai alle inaugurazioni”. Così parla l’assessore Federiconi, “il vecchio amico Luigi”, come gli si rivolge il sindaco Attilio Fontana quando lo saluta e si complimenta con lui.

Non vuole fare nomi. Ma allude a chi, in Commissione Ambiente, lo ha attaccato. “Chi mi critica, avrebbe prima dovuto accertarsi, verificare e poi criticare, ma non farlo in modo aprioristico”. E per doumentare le sue iniziative dal giugno 2006 al’aprile 2011 Federiconi presenta un dossier di 78 pagine, che ripercorre manifestazioni e proposte dell’assessorato. “Ho conosciuto tutti i sindaci, a partire dall’avvocato Oldrini,  che si sono succeduti a Palazzo Estense: ricordo Gibilisco, Sabatini, Bronzi, Monti, Fassa e Fumagalli. E poi Fontana, che da chi lo ha preceduto ha ricevuto un testimone vuoto. Mentre prima di Fontana si operava in un momento di vacche grasse, con Fontana si è entrati in una fase di vacche magre”.

Tante le cose che ricorda Federiconi: dalla  giardino di piazza San Vittore (“anche se ci hanno fregato tutti i limoni, lasciandoci un arancio”) al Parco Bevera, dal Plis allo stop alla cava della Motta Rossa, dall’eliminazione delle antenne sulla Via Sacra al Patto fra i sindaci anti-inquinamento. Cose fatte o giunte sul trampolino di lancio, ma ancora ferme. “A chi verrà dopo di me, non resta che portare a termine ciò che è già stato impostato”. Forte poi la gratitudine verso le Gerv (Guardie ecologiche volontarie), che in questi anni hanno individuato una settantina di discariche abusive di varie dimensioni. Infine un grazie ai giornalisti che lo hanno seguito in questi anni. “E’ stato difficile, so di non avere un carattere facile”.

3 maggio 2011
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