Varese

Primo Maggio a Varese dedicato a Vittorio Arrigoni

Parte il corteo da piazza Repubblica

Primo Maggio a Varese con grande corteo che si è dipanato da piazza Repubblica e, attraverso la città, è giunto in piazza Podestà. Un lungo corteo multicolore, da tradizione, con bandiere, striscioni, musica, che ha visto anche la presenza di una folta rappresentanza di lavoratori stranieri. Ma non tutto è stato come gli altri anni. A ribadire lo spirito unitario di Cgil, Cisl e Uil di Varese, il comizio finale, dopo l’esibizione dei Ciapa No, band di Garbatola (nord-ovest milanese), ha visto un unico intervento pronunciato dai tre segretari generali, che lo hanno pronunciato alternandosi al microfono accanto al monumento del Garibaldino. E questo, a pochi giorni dal 6 maggio, giorno per cui la sola Cgil ha indetto uno sciopero generale in Italia. Un modo positivo di rispondere al forte richiama del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Un intervento finale che ha fatto il quadro della difficile situazione economica della nostra provincia, con i suoi numeri drammatici. Li ha ricordati, dal palco, Antonio Albrizio, segretario generale Uil di Varese: nel primo trimestre 2011 rispetto all’anno prima, erano 8400 i lavoratori in mobilità, a fine dicembre risultavano 21 mila i disoccupati, con un 20% giovani. Una situazione di crisi che, come ha detto Carmela Tascone, segretario generale Cisl, “nonostante i continui annunci di uscita, la crisi non può passare per via naturale, richiede interventi e riforme”. A partire dalla riforma fiscale che alleggerisca il carico su lavoratori dipendenti e pensionati.

Infine è giunto sul palco Franco Stasi, segretario generale della Cgil di Varese, che è partito ricordando le difficoltà di tante famiglie dopo i tagli indiscriminati intervenuti nella scuola pubblica. “La nostra Repubblica è fondata sul lavoro – ha detto Stasi – e lo straniero ha diritto all’asilo sempre”. Al termine del suo intervento, Stasi ha rimarcato le tre dediche della manifestazione di oggi: al 150° dell’Unità d’Italia, ai morti della fabbrica ThyssenKrupp di Torino e al pacifista Vittorio Arrigoni, perchè “Arrigoni ha sostenuto i valori di Cgil, Cisl e Uil: valori di libertà, di pace e di democrazia”.

1 maggio 2011
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