Varese

Il deserto dei Tartari. Dibattito su Comune e cultura

Il Teatrino Santuccio, il Comune paga un affitto salato, ma lo usa poco

Campagna elettorale alle prime battute. E tra i temi che ancora non si vede frequentemente trattare, quelli della cultura a Varese. Una questione importante, che l’amministrazione comunale uscente non propone come uno dei terreni di maggior successo. E giustamente: tra tagli e scarso spirito di iniziativa, il Comune di Varese presenta a bilancio una sorta di deserto dei Tartari, a fronte, invece, di una grande vivacità del privato (profit e non). Gli ultimi anni sono stati contrassegnati solo da conferme di belle iniziative (Cortisonici), da cancellazione di iniziative controverse, senza il minimo tentativo di cambiare (Amor di Libro), da un torpore circa nuove proposte e manifestazioni. Emblematico il caso del Teatrino Santuccio: il Comune continua a pagare ad un’immobiliare privata un salato affitto, ma non riesce (o vuole) organizzare un cartellone di iniziative per utilizzarlo al di là di ospitate e proprie iniziative sporadiche. Da non dimenticare che il sindaco uscente, Attilio Fontana, ha tenuto la delega alla Cultura, e davvero non si è rivelato un brillante assessore. Certamente poteva fare di più e meglio.

Spunti interessanti e (forse) proposte possono uscire dall’incontro organizzato dal rottamatore Pd, il giovane Andrea Civati, candidato al Consiglio comunale di Varese, che proprio sul tema ha organizzato un incontro, in programma venerdì 6 maggio, a partire dalle 19, presso Il Bar Cavedio (via Cavallotti, Varese). Titolo: “Rianimiamo la città – Fare cultura a Varese”. Al dibattito parteciperanno Giulio Rossini, presidente Arci Varese e animatore di Filmstudio90, Serena Nardi, direttrice della scuola di teatro del Teatro Nuovo, e Fiorenzo Croci, dell’associazione culturale “Il Cavedio”. Al termine del confronto, alle 21, grande musica jazz, con Luca Pasqua, Pino Li Trenta e Alessandro Ponti.

Dice Civati: “La cultura è stato un settore particolarmente al centro dell’attenzione sia a livello nazionale sia a livello locale per la riduzione dei finanziamenti. Quel poco che l’amministrazione ha fatto per la cultura in termini di fondi è stato drasticamente tagliato del 80% nell’ultimo bilancio comunale. Il sindaco Fontana dirà forse che la colpa è dei tagli del governo (dove siedono i suoi compagni di partito) oppure dirà che “con la cultura non si mangia”: la verità è che niente è stato fatto per risollevare l’immagine e la proposta culturale della nostra città. Questa serata è una piccola dimostrazione che si può fare cultura anche con pochi mezzi e un po’ di fantasia”.

Bella iniziativa di Civati. Il giovane esponente Pd ora deve solo sperare di non essere “bruciato”, sullo stesso tema, da qualche compagno di lista, magari a poche ore dall’iniziativa.

1 maggio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi