Varese

I Pakistani, veri protagonisti del Primo Maggio

Pakistani in piazza, in primo piano il portavoce

E’ chiaro quando parla, Sergio Moia, segretario della Cisl di Varese, da sempre impegnato sui temi dell’immigrazione a Varese. “Ancora una volta si deve dare torto alla legge Bossi-Fini e a Maroni: la lotta alla criminalità e all’illegalità si combatte non “contro”, ma “con” gli stranieri”. Si riferisce alla comunità pakistana, oggi presente alla grande nel corteo del Primo Maggio dei sindacati confederali. Una presenza organizzata e ben integrata sul nostro territorio.

Ha conosciuto oggi il suo debutto pubblico la nuova Associazione Provinciale Pakistani Varesini (APV), una realtà organizzata che raduna tanti cittadini di origini pakistane (sono tremila i pakistani in tutta la provincia di Varese). Un debutto molto allegro, che ha visto un nutrito gruppo di associati salire sul palco al termine del comizio per intonare melodie nazionali. “Saremo registrati tra una settimana – dichiara il portavoce dell’associazione, Qamar Zaman, 21 anni -, e abbiamo come obiettivi fare conoscere la nostra cultura d’origine e risolvere i problemi delle persone che risiedono qui”. Giovani ed entuasiasti i pakistani scesi in piazza questa mattina, e si muovono dietro un grande striscione con simbolo e sigla della nuova associazione.

Ma quali sono i bisogni di questi stranieri? Risponde Zaman: “Sono problemi diversi. Molti di noi sono studenti e quindi riscontrano le difficoltà legate alle tasse universitarie, ai costi eccessivi per laurearsi”. C’è poi l’interesse di diffondere la loro cultura nazionale. “Siamo di cultura islamica, e vogliamo farci conoscere da tutti”. Oggi è la loro prima volta. E non sfuggono neppure ad una domanda sulla politica, alla quale il portavoce risponde sorridente. “Cosa penso della Lega? Dico loro che noi siamo brave persone, e come associazione vogliamo far rsipettare diritti e doveri. Credo che anche la Lega debba sostenerci”.

1 maggio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi