Varese

Turismo nel Varesotto? Migliora. Ma non esageriamo

Il professor Massimiliano Serati e l'assessore Francesca Brianza

Presentati oggi a Villa Recalcati i dati sul turismo in provincia di Varese. Purtroppo dati non esattamente tempestivi, dato che riguardano il periodo gennaio-agosto 2010 (70% dei flussi annuali). Ma, come si spiega nel corso della presentazione promossa dall’Agenzia provinciale del turismo, la certificazione dei dati da parte dell’Istat richiede un defatigante percorso, lungo e complicato. E poi, diciamolo en passant, i confronti sono relativi alla sola Regione Lombardia. Comunque, e nonostante tutto ciò, Massimiliano Serati, professore di Politica economica al Liuc, ha affermato che ”il territorio varesino, da un punto di vista del turismo, conosce un trend di crescita negli ultimi dieci anni, nonostante una flessione tra 2008 e 2009″.  

Come si legge da un bilancio dei flussi turistici, un bilancio che riguarda la sola Regione Lombardia, Varese appare con un più 6,8% per quanto riguarda gli arrivi di turisti e un più 6,9% per quanto riguarda il numero delle notti trascorse. Dice Serati, che Varese appare in questi otto mesi come “uno dei territori più brillanti della Lombardia, seguito da Como e Milano”.  Cifre ancora più alte se si guarda agli ospiti stranieri, con percentuali che oscillano tra 12 e 13%. Altro dato interessante proposto questa mattina in Provincia, quello relativo ai “Sistemi turistici”, che nel caso di Varese coincide con la provincia e si chiama “Varese Land of  Tourism”. Un confronto serrato (ancora relativo alla sola Lombardia), con un Bresciano che schizza, per gli arrivi italiani, a quasi il 17%, e Varese che tocca quasi il 7%, una cifra che sale al 12% se si considerano gli stranieri.

Ma dove vanno i turisti e gli ospiti quando arrivano nel Varesotto? Qui le caselle sono tre (gli orrori delle statistiche): alberghi, strutture complementari (ostelli, campeggi, agriturismi) e Bed&Breakfast. Secondo quanto detto da Serati, i turisti prediligono alberghi e B&B (entrambi attorno al 7%) rispetto al 3,1% nei complementari. Tuttavia la permanenza è maggiore nei complementari (con il 16,5%), rispetto alle altre due tipologie ricettive. Curioso il dato sugli stranieri, con un dato che vede un vero crollo dei B&B, che vedono il segno meno sia per gli arrivi che per le permanenze.

Tra i Paesi che gettonano maggiormente il Varesotto, gli americani, gli asiatici (Cina e Corea), l’area Euro,mentre si iniziano ad affacciare anche turisti provenienti dal Sud America.  

Un panorama diversificato, ma che sostanzialmente conferma una crescita progressiva. Per quanto resti sempre molto difficile (cosa che, invece, a Villa Recalcati si dà un po’ troppo per scontato) mettere in relazione i risultati con l’entrata in scena dell’Agenzia provinciale, che peraltro ha i suoi bei costi. Il problema vero è che ci sono tante realtà operanti sul fronte di promozione del territorio e turismo, e si mostrano tutt’altro che compatte e dall’azione coerente e sinergica. L’impegno sul fronte del turismo appare articolato e spesso confuso, anche se ci si limita ai soli enti pubblici (figuriamoci se si amplia lo sguardo ai privati).

Realistico il presidente della Provincia, Dario Galli, che ha ribadito la centralità del manifatturiero nell’economia locale. E bene ha fatto il bravo assessore alla Cultura, Francesca Brianza, che ha rimarcato le molte azioni istituzionali promosse da Villa Recalcati, come partecipazione a bandi e lancio di progetti d’eccellenza. Insomma, vanno bene turismo e sua promozione, ma continuiamo a tenere i piedi ben piantati per terra. Meglio per tutti.

29 aprile 2011
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