Varese

Pd: Fontana? L’immobilismo è il suo marchio di fabbrica

La Caserma Garibaldi

Con una lunga lettera aperta rivolta al sindaco uscente Attilio Fontana, ricandidato dal centrodestra alla poltrona più alta di Palazzo Estense, si apre davvero la campagna elettorale del Pd. Ma a colpire è una sorta di titoletto in alto a sinistra, che suona “Pinocchio a Varese-primo atto”. Un titoletto che fa capire due cose: che adesso i giochi si iniziano a fare duri (come diceva un famoso film con il mitico Belushi), dato che il sindaco è definito “Pinocchio”. E, punto secondo, ci dobbiamo aspettare altre puntate dopo questa su teatro e piazza Repubblica, uno dei refrain della campagna elettorale di Fontana.

La lettera, firmata dal candidato sindaco del centrosinistra Luisa Oprandi, dal segretario cittadino Pd Roberto Molinari e dal capolista Pd Fabrizio Mirabelli, domanda per quale ragione quanto promesso quattro anni fa (“un teatro stabile per la nostra città”, come aveva detto lo stesso Fontana in Consiglio comunale) non ha mai visto la luce. Continua la lettera: “insomma considerò l’acquisto della Caserma strategico per la città e strategico alla luce (sic) del Suo programma del 2006. A quattro anni di distanza, non solo non vediamo il più vago presagio di una possibile struttura teatrale, ma nemmeno l’avvio di un credibile progetto amministrativo che miri a consegnare alla città il fabbricato adeguatamente rinnovato. E la Caserma Garibaldi (con l’adiacente piazza della Repubblica) continua a rappresentare il peggior biglietto da visita possibile per coloro che lasciano l’autostrada e accedono alla nostra città”.

Alza il tiro il Pd in vista delle vicine elezioni. Che rincara la dose: “C’è di peggio: l’immobilismo che ci pare essere stato il principale “marchio di fabbrica” della Sua amministrazione non permetterà, nemmeno nell’immediato futuro, di prevedere una riqualificazione del comparto Garibaldi – Repubblica. Perché siamo condannati dal Suo immobilismo alla nostra collettiva immobilità? Semplicemente perché a differenza di altri sindaci – chiamati ad amministrare città ben più grandi e complesse della nostra, con problematiche urbanistiche di ben altro spessore – la Sua giunta non è riuscita a varare il Piano di Governo del Territorio o PGT. Il PGT è, a nostro avviso, lo strumento principe di gestione dell’urbanistica di una città e, per questo tramite, di aiuto al rilancio della sua economia, della sua cultura, della sua vita sociale”.

Tornando al teatro, gli esponenti del Pd ricordano a Fontana che nel quadro del “federalismo demaniale” Varese avrebbe potuto ottenere gratuitamente un bene come la Caserma Garibaldi, costata, invece, alla collettività, quasi 2 milioni e mezzo di euro (per essere esatti 2.450.000). E ciò senza avere le idee chiare su come utilizzare tale bene. “Non crediamo Lei possa addurre a Sua discolpa la distanza cronologica di due anni e mezzo circa tra il costoso acquisto della caserma e l’entrata in vigore del federalismo demaniale – attacca il Pd varesino-: di questi provvedimenti infatti si sente parlare da anni e Lei meglio di noi avrebbe dovuto conoscerli e prenderli in conto con quella lungimiranza che ci sembra un dovere per tutti coloro che sono chiamati ad amministrare la “cosa pubblica””.

Per tirare le somme di questa sola vicenda, continua il Pd, il sindaco Fontana lkascia in eredità ai varesini: “Un fabbricato fatiscente. Un debito di 2.450.000 Euro, passati dalle nostre tasche alle casse di quella che Voi amate definire “Roma ladrona”. Nessuna prospettiva di rapida soluzione di questo problema. Le stesse promesse di cinque anni fa”.

27 aprile 2011
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