Varese

25 Aprile, il sindaco Fontana cita Giorgio Gaber

Un momento della manifestazione alla Sala Montanari

Cerimonia a Varese per celebrare il 66° anniversario della Liberazione, manifestazione organizzata dall’Anpi di Varese. Una cerimonia cominciata con la messa in San Vittore in memoria dei partigiani caduti e la deposizione di una corona da parte delle autorità all’Arco Mera. Mentre la Banda “Verdi” di Capolago intonava l’inno di Mameli, in prima fila le autorità si sono unite al canto dell’inno. Non il sindaco Attilio Fontana che, pur indossando la fascia tricolore, non si è unito al coro, al quale hanno invece partecipato diversi varesini presenti alla cerimonia.

E’ poi partito il corteo, aperto dalla banda di Capolago, lungo strade e nelle piazze del capoluogo, con deposizione di un’altra corona in piazza Repubblica, al Monumento dei Caduti. Presenti, in corteo, molti più politici che negli anni scorsi, quasi tutti i candidati sindaco, alcuni movimenti con bandiere. Anche i militanti del Partito marxista-leninista italiano che, ad un certo punto, in corteo, hanno intonato “Fischia il vento”, la famosa canzone scritta dal medico resistente Felice Cascione. Un gruppo che, giunto all’ex Cinema Rivoli, non è entrato alla celebrazione. In corteo autorità come il Prefetto Vicari, il sindaco Fontana, molti rappresentanti di partiti e associazioni, come “Le donne in nero”, che quest’anno non sono state bloccate alla porta della Sala Montanari, come invece era accaduto un anno fa.

In Sala Montanari non sono entrati tutti i partecipanti al corteo. Anzi, a colpo d’0cchio erano numerose le poltrone rimaste libere. In Sala Montanari, ha rivolto un breve saluto ai partecipanti un’emozionata Alessandra Pessina, al suo debutto il qualità di presidente dell’Anpi di Varese. Ha poi poreso la parola il sindaco Fontana, che ha sostenuto la necessità di “ricordare i valori della Resistenza, perchè non si perdano i valori di libertà e di democrazia”. Un modo perchè non vadano persi è quello di rilanciare la partecipazione di tutti alla cosa pubblica. “Il fatto che siano dieci i candidati sindaco – ha detto Fontana – è un positivo segno di rinascita della passione civile”. Il sidaco ha poi fatto sue le parole di Giorgio Gaber: libertà è partecipazione.

E’ poi intervenuto, in rappresentanza delle associazioni partigiane, Luigi Grossi, nome di battaglia “Cin” che, allora ragazzo, combattè in difesa della Repubblica partigiana dell’Ossola. Grossi ha sottolineato la coincidenza dell’annivesario della Liberazione e dei 160 anni dall’Unità d’Italia. Si è poi soffermato su quelli che ha definito “i virus che colpiscono la nostra povera Italia”. Un grande applauso, forte e prolungato, si è sollevato dal pubblico in sala quando Grossi ha ricordato che va sconfitto il virus di chi “non risconosce che i fratelli di tutto il mondo sono uguali a noi, che siamo tutti identici”. Altro spaventoso virus è “il brutale attacco alla nostra Costituzione”. A tale proposito Grossi ha esemplificato tale attacco citando i tentativi di cancellare la norma che vieta la ricostituzione del partito fascista e di mutare l’articolo 1 della Costutuzione. Tra i virus “Cin” ha ricordato anche il terrorismo e il fatto che, a distanza di anni, non si sia ancora saputo cosa sia avvenuto nelle stragi fasciste.

25 aprile 2011
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Un commento a “25 Aprile, il sindaco Fontana cita Giorgio Gaber

  1. Luisa Oprandi il 25 aprile 2011, ore 13:44

    L’intervento di CIN è stato emozionante, nei momenti di ricordo e deciso e forte nella difesa della Costituzione, della democrazia, dell’unità del Paese e della uguaglianza degli uomini in quanto fratelli.
    La giovane Alessandra, come Presidente di ANPI, raccoglie il testimone dei grandi eroi partigiani, uomini, donne e ragazzi, che hanno dato la vita per l nostra libertà di oggi. E rinsalda il valore della memoria, del non dimenticare come impertivo del cuore per tutti noi.

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