Cantello

Cava Intalinerti, Lipu: in sicurezza senza scavare

Continua la polemica con Nidoli sulla cava e la riserva regionale palude Brabbia. A prendere la parola è il delegato Lipu di Varese, Luca Chiarei.

Innanzitutto sottolinea che “la famiglia Nidoli in memoria del padre Augusto ha effettivamente donato nel 1986 7400 m2 di palude collocati oggi all’interno della riserva regionale della Palude Brabbia che ne comprende 460.000. Certamente è stata una donazione importante, come tutte quelle che la LIPU riceve, grandi o piccole che siano e garantiamo che, fino a quando ne saremo gestori ci adopereremo affinché la sua destinazione resti quella che è attualmente, cioè palude”.

Quanto poi all’intervento che si profila, il delegato della Lipu dichiara che “la collina non resterà integra ne nel suo volume ne nel suo profilo: saranno asportati oltre 1 milione di m3, ci sarà una riduzione di 26.000 m2 di area boscata, a fine cantiere dal rilievo topografico il fondo valle, oggi a 418m slm sarà a 320m slm; in pratica l’attuale “incisione” si trasformerà in una gradinatura dove gli “scalini” saranno alti 8m per 4 di base. Se non fosse così quale sarebbe il problema ambientale per gli enti coinvolti, e quale l’interesse ad operare per l’impresa?”.

“Noi riteniamo, con la Provincia – conclude Chiarei - che questa opera deve essere sottoposta a VIA e soprattutto che si deve riflettere su quanto affermato dalla VI Commissione ambiente della regione Lombardia, citato nel verbale della consulta cave della provincia, per la quale la messa in sicurezza si può perseguire recintando semplicemente l’area senza scavare nulla. Se l’interesse alla tutela dell’ambiente è così forte e radicato, così come affermato dal sig Nidoli, nel proprio agire, da una parte lo invitiamo a considerare il principio di precauzione come criterio guida quando si realizzano opere i cui rischi non possono essere con certezza esclusi (questione acqua ad esempio); dall’altra perché non confrontarsi realmente, non solo sui media, sulle alternative possibili per la messa in sicurezza dell’area interessata e renderla fruibile da subito, con i soggetti che con buone ragioni si oppongono al progetto?”.

23 aprile 2011
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