Varese

Varese, candidati a confronto. Partendo dai più piccoli

Il taglio del nastro alla mostra dei Salesiani

I bambini ci guardan0. Anzi, no: guardano all’amministrazione comunale di Varese. A ciò che fa, ciò che non fa, ciò che potrebbe fare. Questa mattina un’interessante occasione di confronto tra candidati sindaco delle varie liste, la prima, presso i Salesiani di Varese. In mostra i lavori dei ragazzi che frequentano quell’istituto, che hanno espresso la loro personale agenda politica. Un elenco di desiderata per una città a misura di minori. Tanti temi proposti nella mostra “Se Don Bosco fosse sindaco di Varese”, un titolo che esprimeva la necessità di guardare alla città con sensibilità sociale e attenzione ai più deboli.

Al taglio del nastro non si sono presentati tutti i candidati sindaco. Mancavano all’appello Filippo Castelli, del Fronte Indipendentista Lombardia, e Francesco Cammarata, del Movimento Cinque Stelle. Ai candidati sindaco, Massimo Nicora, in rappresentanza degli ex allievi dei Salesiani di Varese, ha illustrato i lavori dei ragazzi, che segnalavano necessità importanti: la necessità di sistemare le aree dismesse, la necessità di essere più attenti ai più deboli, la Caserma come luogo per ospitare le famiglie povere, e poi un nuovo stadio, una nuova piscina comunale.

Al termine del giro tra i lavori, parola ai candidati sindaco, nell’ordine casuale in cui hanno parlato nel cortile dei Salesiani. Mauro Della Porta Raffo (Partito Pensionati e La Varese che vorrei) ha detto: “Non si deve mettere limite alla fantasia. Occorre pensare in grande. Anche se si dovrà poi fare i conti con difficoltà economiche e la pochezza degli uomini. E’ dunque fondamentale, di fronte a questi problemi, la garanzia che può offrire il candidato sindaco. La sua è comunque una vita difficile”.

Ha preso poi la parola Mauro Morello (Udc, Fli, Partito Repubblicano Italiano): “Ci sono in questa mostra i sogni dei bambini. Ma nella realtà ci si scontra con risorse limitate (dal Patto di stabilità). Bisogna partire dalla macchina comunale e ottimizzare le risorse. Propongo un monoblocco per gli uffici comunali, che ora sono dispersi in tutta la città, un’opera che deve prevedere diversi piani sotterranei per un parcheggio a disposizione di dipendenti e cittadini nel fine settimana. Risorse si possono trovare anche alienando beni come il Castello Manfredi”.

Luisa Oprandi (Pd, Varese&Luisa, Sel, Idv) ha detto che “resta fondamentale consenmtire ai cittadini di partecipare alle scelte del Comune, scelte amministrative e relative al bilancio. La trasparenza è un valore fondamentale, che consente di concliare i sogni con la realtà. La partecipazione consente di varare scelte che magari non corrispondono ai sogni, ma che devono essere fatte dopo avere dialogato con i cittadini. Un dialogo che consente di realizzare scelte che, se non sono quelle ottimali, sono comunque partecipate”.

Da parte di Flavio Ibba (sostenuto da Adc e Dc) è stato sottolineato il fatto che “nel nostro caso abbiamo preso sul serio i bambini, ai quali abbiamo proposto di disegnare la porta della città. E avere il benestare dei più piccoli significa essere davvero il sindaco di tutti, e dimostrare di avere un rapporto fondamentale con i bambini e le loro famiglie. Fondamentale che in ogni quartiere ci siano centri d’ascolto”.

Il sindaco uscente Attilio Fontana (Pdl e Lega Nord), ha ricordato che “è necessario fare iuna distinzione tra spesa corrente, che riguarda i servizi ai cittadini, e spese relative alle grandi opere. Per quanto riguarda i servizi, e nonostante i tagli che sono intervenuti, l’amministrazione comunale uscente li ha garantiti nella loro quantità e nella loro qualità. Se guardiamo, invece, alle grandi opere, qui occorre mettere in gioco la fantasia per coinvolgere i privati. E accogliere quelle proposte che possano esssere positive per la città. E’ il caso del progetto del nuovo stadio, che finchè ci sarò io a governare non accetterò. Poi esiste anche il Patto di stabilità: abbiamo in cassa 14 milioni di euro, ma siamo vicini allo sforamento”.

Parola a Raffaella Greco (Unione Italiana-Varese Zona Franca): “Resta fondamentale e centrale l’oratorio, una realtà che lavora e si impegna senza incidere sui bilanci comunali. Dovremmo iniziare a ragionare su progetti e idee senza necessariamente fare riferimento al Comune. Gli oratori restano centri importanti per la vita dei ragazzi”.  

Carlo Scardeoni (Federazione della Sinistra) ha sostenuto che “é molto interessante come i più piccoli segnalino la necessità di spazi verdi in città. Una necessità non solo dei più piccoli. Qualcuno ha proposto un campetto ai Giardini Estensi. Non si possono dimenticare i campetti sportivi di quartiere, che possono essere tenuti puliti ed efficienti dagli stessi ragazzi. Quanto all’ex Castello Manfredi, potrebbe diventare sede, come chiedeva Ortelli, di un’Accademia delle Belle Arti. Infine, sul fronte dei progetti, non parliamo più di nuovo teatro fino a quando dura la campagna elettorale, perchè poi lo si dimentica”.

Alessio Nicoletti (Movimento libero) ha concluso la panoramica dei candidato sindaco dicendo che “non sono tanto sogni, quelli dei bambini, dato che spesso sono più concreti di noi adulti. Tante le idee interessanti: i campetti rionali, le piscine già previste nel Piano triennale del Comune, lo stadio collegato alla possibilità che il Varese vada in serie A. E poi resta fondamentale la funzione degli oratori. I campetti sportivi comunali devono integrarsi con quelli degli oratori. Cercheremo in campagna elettorale e una volta eletti, di essere concreti come questi bambini”.

20 aprile 2011
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Un commento a “Varese, candidati a confronto. Partendo dai più piccoli

  1. Varese per i Giovani: l’importanza degli oratori | Danilo Tamborini il 28 aprile 2011, ore 01:00

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