Varese

Giardino all’italiana per festeggiare San Vittore

Ultimi ritocchi nel giardino davanti alla basilica

Domani, giovedì 20 aprile, alle ore 18.30 in piazza San Vittore, sarà inaugurata e presentata l’aiuola che sarà allestita, sino all’8 maggio, in occasione delle Festività Pasquali e dei festeggiamenti per il Santo Patrono. Interverranno il sindaco Attilio Fontana e Monsignor Gilberto Donnini, gli assessori Gladiseo Zagatto e Luigi Federiconi, insieme a rappresentanti dell’Associazione Produttori Florovivaisti della Provincia di Varese e la Società Orticola varesina.

L’amministrazione comunale ha voluto riproporre una manifestazione di “maestria giardini eristica” che mancava da oltre 15 anni nella piazza. Il disegno della piazza ha suggerito la costruzione di un giardino formale, geometrico, nel quale troviamo gli elementi del giardino medioevale, tardo-rinascimentale ed anche dettagli che ricordano la tradizione del giardino barocco. A partire dal XIII sec., la sapiente cultura dell’impero romano, anche nel campo della progettazione dei giardini, si risveglia e diventa, per tutto il secondo millennio, fonte di ispirazione dalla quale ancor oggi attingono molti paesaggisti.

Nel giardino formale, il verde è organizzato secondo un disegno che costringe la natura in rigidi schemi, è il giardino umanizzato per eccellenza nel quale l’uomo pone un ordine preciso al disordine della natura. Nel hortus conclusus medioevale, il giardino formale rappresenta la manifestazione terrena dell’Eden formato dagli eletti, un paradisus claustralis anticipo del paradisus supercoelestis. La quadripartizione medioevale dei parterres, ha precisi riferimenti simbolici biblici stabiliti attraverso il n° 4: 4 sono i fiumi del Paradiso (Tigri, Eufrate, Pison; Ghihon); 4 le virtù cardinali (Prudenza, Giustizia Fortezza, Temperanza); 4 gli Evangelisti (Giovanni, Matteo, Luca,Marco); 4 i Profeti maggiori (Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele).

Durante il Rinascimento (1419-1527) “il giardino all’italiana” si basa anch’esso su precise forme geometriche, suddiviso in assi prospettici con punti di fuga e sequenze ritmiche scandite da statue e altri decori: simboleggia un ambiente costruito dal Pensiero cui la Natura collabora. Grandi trattatisti sul modo di pensare ed operare sono Leon Battista Alberti (De Re Aedificatoria – metà XV sec.) e Samminiati (Trattato – 1580-1590)

La parte rappresentata in Piazza San Vittore vuole rappresentare il cuore del giardino all’italiana vero e proprio, con la sua forma rettangolare, frutto di una lunghezza doppia o quasi della larghezza, attraversato da un viale principale incrociato da tre traverse che dividono lo spazio in otto riquadri. Vasi in cotto festonati contenenti Agrumi indicano dei punti nodali, mentre arabeschi di bosso riportano alla tradizione di Roma antica (Villa di Plinio il Giovane 62-113 d.c. – “bosso che disegna mille figure”) enfatizzata con insuperabile maestria nel periodo Barocco ma soprattutto nei settecenteschi giardini alla francese. Dalla fontana centrale zampilla l’acqua della vita mentre sul lato destro della Basilica, una fila di Limoni allevati in vasi di cotto, estratti dalle “orangerie” al finire dell’inverno, poggiano su un piano sopraelevato, riprendendo la tradizione delle spalliere formate da pregevole verde verticale. La cordonatura in cotto era in uso nella tradizione toscana, regione che più di ogni altra è ricca di giardini all’italiana”.

20 aprile 2011
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