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Pd: carta regionale servizi? Ma quanto ci costi…

Il consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri

Carta regionale dei servizi sotto i riflettori. Uno strumento innovativo, ma scarsamente utilizzato dai cittadini. In compenso, costosissima. E’ l’accusa che formula il consigliere regionale del Pd, il varesino Alessandro Alfieri. I suoi rilievi sono molto concreti, nessuna battaglia ideologica. Raccogliendo dati ufficiali, incrociandoli, valutandoli, il consigliere d’opposizione ha realizzato un “dossier” relativo alla Carta regionale dei servizi.

Una tessera, secondo Alfieri, che presenta alcuni aspetti positivi sul fronte dei medici curanti e dei pediatri, in quanto consente loro di conoscere la storia del paziente. “Anche se mi è stato detto, da alcuni medici, che non è stato ancora inserito l’elenco delle vaccinazioni e delle allergie”. Molte perplessità, invece, sorgono se si guarda all’utilizzo della carta da parte di utenti e cittadini. “Secondo quanto ci racconta la Regione – continua il Pd Alfieri -, la carta dovrebbe essere lo strumento più utilizzato dai cittadini lombardi, eliminando sprechi della burocrazia ed eliminato le code agli sportelli pubblici”. Ma non è così. Quattro le funzioni utilizzate: viene utilizzata come tesserino di identifocazione nelle sedi regionali, come certificazione della maggiore età ai distributori automatici di sigarette, come tessera sanitaria in farmacia, come carta sconto benzina nelle zone di confine.

A fronte di questo utilizzo limitato, insiste Alfieri, dal 2001 al 2011 la Regione ha speso per la Carta regionale dei servizi un miliardo e 532 milioni di euro (fonte Regione Lombardia) e quindi 136 milioni  e 364 mila euro. In altre parole la carta è costata 214 euro al singolo contribuente lombardo. Dice il consigliere regionale del Pd: “Il gestore della carta e beneficiaria dei fondi stanziati è Lombardia Informatica”. “Un vero carrozzone”, taglia corto Alfieri. Una storia lunga, quella di questa società, che ha conosciuto ipotesi di privatizzazione che avrebbe consentito di recuperare risorse. C’è poi un paradosso: “A Lombardia Informatica spetta un canone annuale dsi 11, 25 euro per ogni carta distribuita ed attivata – continua Alfieri -. Ma a questa società vanno anche 8 euro anche per ogni carta non consegnata per motivi che non riguardano la società”.

Come dice Alfieri, se lo stanziamento definitivo di Regione Lombardia per la carta è pari ad oltre 250 milioni, dei quali 22 milioni per la Provincia di Varese. Ma se si guardano gli introiti della Regione dovuti al pagamento del ticket farmaceutico in Provincia di Varese (18 milioni e 800 mila euro), e in senso complessivo 199 milioni di euro, allora si deduce che gli introiti da ticket sono inferiori alla spesa sostenuta per la carta regionale dei servizi. “E’ necessaria una gestione più attenta ed economica della carta – conclude Alfieri -. Questo potrebbe davvero eliminare sprechi epotrebbe consentire di cancellare una tassa come il ticket”.

16 aprile 2011
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