Varese

Museo del Tattile alla Stecca. E non a Villa Mirabello

Il Muzseo del Tattile di Villa Baragiola

Non ha avuto vita facile il Museo del Tattile di Varese. Per arrivare al taglio del nastro di oggi, alla Stecca di Villa Baragiola, un lungo confronto si è sviluppato tra l’associazione Controluce Onlus, che si era segnalata già con altre iniziative interessanti (tra cui “Quarta di copertina”), e l’Amministrazione comunale di Varese. Un confronto che ha portato alla scelta di fare nascere questo museo dove “non è vietato toccare”, come ricorda Livia Cornaggia, dell’associazione promotrice. Un progetto che avrebbe dovuto prendere corpo, almeno per il suo avvio, al Museo Mirabello, sala ottagonale, una buona idea per ridare finalmente vita ad una sede dei Civici Musei spesso assente dalla vita culturale della città e della provincia, alle prese da anni con lavori di ristrutturazione, di cui si è annunciata più volte la fine. 

E’ lo stesso sindaco a ripercorrere la vicenda. ”In un primo momento – dice Fontana – avrebbe dovuto essere allestito, in maniera provvisoria, presso Villa Mirabello. Ne abbiamo discusso, ma ci siamo accorti che non sarebbe stato a disposizione uno spazio adeguato. E allora abbiamo optato per la Stecca”. Uno spazio in cui, però, non sarà più possibile ospitare mostre. “E’ vero, ma di spazi di questo tipo ne abbiamo già tanti a Varese”. Ma al momento, come spiega la Cornaggia, “non è ancora un museo comunale, speriamo lo diventi in futuro”. Infatti, “per il momento il Comune ha dato questo spazio alla nostra associazione in comodato d’uso gratuito per cinque anni. Ma nessun finanziamento”. I pezzi che sono stati collocati nel museo sono infatti di proprietà dell’associazione.

Non un cammino in discesa, insomma. Del resto il professor Aldo Grassini, non vedente, tra i promotori del Museo Omero di Ancona, parla chiaro. “Quando 18 anni fa, abbiamo realizzato il museo tattile Omero, abbiamo avuto la stessa passione e la stessa determinazione degli amici di Varese. Ora è diventato un museo statale, ma per i primi sei anni di vita si è basato solo sul volontariato”. Nel museo varesino sono stati collocati diorami, modelli di monumenti e dettagli, piantine tridimensionali. Al punto che, come l’ha definito Dede Conti, ci troviamo di fronte ad una “enciclopedia tridimensionale da sfogliare con le dita”.

All’inuagurazione del nuovo museo, introduce Livia Cornaggia, dell’associazione Controluce Onlus, che si dice molto soddisfatta della decisione finale di realizzare qui la struttura. “Qui non esistono barriere tra vedenti, non vedenti e ipovedenti: sono tutti sullo stesso piano”.  Anche il sindaco Fontana si dice soddisfatto e lancia un appello ai privati perchè contribuiscano. Porta i saluti della Provincia di Varese Cristina Bertuletti, sindaco di Gazzada e qui come presidente della Commissione Politiche sociali di Villa Recalcati. Infine prende la parola Angela Mazzetti, presidentessa dell’Unione Ciechi sezione di Varese. “La vita è possibile in qualunque situazione a condizione che riceviamo ciò che è utile per sviluppare le nostre capacità”.

Al termine della presentazione un concerto e la lettura di alcuni brani da grandi autori, da Giovan Battista Marino fino a Franz Kafka. Letture importanti per salutare un’avventura che parte.

16 aprile 2011
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