Gaza

Rapito e ucciso il giornalista Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni

Rapito e ucciso Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani e giornalista di “Peacereporter” e di altri organi d’informazione, cartacei e web. E’ stato rapito nella Striscia di Gaza da un gruppo di estremisti salafiti che inizialmente avevano minacciato di ucciderlo se non fossero state accolte le loro richieste. In realtà, è stato ucciso. Il suo corpo è stato trovato, verso le 4 di questa mattina dalle forze di sicurezza di Hamas, impegnate in una accanita caccia all’uomo. L’uomo è stato soffocato alcune ore prima del ritrovamento (e quindi subito dopo aver girato il video mandato alle tv). Due dei rapitori sono stati arrestati, altri sono attivamente ricercati.

Vittorio Arrigoni era uno dei pochissimi a scrivere direttamente dalla Striscia di Gaza sotto i bombardamenti israeliani. Con il suo blog, “Guerrilla radio”, era una fonte preziosa di informazioni su ciò che accadeva ai palestinesi. Alla notizia del rapimento si sono svolte manifestazioni a Roma e a Milano. Ora la morte ha diffuso sconcerto e rabbia.

Il gruppo salafita che lo aveva preso in ostaggio aveva pubblicato un video su YouTube nel quale il giornalista veniva tenuto per i capelli, occhi bendati con nastro adesivo e mani legate dietro la schiena. I sequestratori avevano minacciato di ucciderlo entro 30 ore, se il governo di Hamas non avesse liberato  i salafiti prigionieri nelle carceri palestinesi.
 
Arrigoni non era mai stato tenero nei confronti del Governo di Hamas, denunciando la “doppia dittatura” sotto la quale sono i palestinesi a Gaza: quella israeliana e quella di Hamas. Nei mesi scorsi Vittorio aveva spesso partecipato alle manifestazioni studenteschi in varie zone della Striscia, il più delle volte represse duramente dal governo dei territori. Arrigoni viene inoltre accusato di “diffondere i vizi occidentali”. 
Arrigoni è stato l’unico giornalista italiano, oltre che uno dei pochissimi al mondo, a scrivere direttamente da Gaza durante i giorni dell’operazione “Piombo fuso”, la violentissima campagna militare scatenata dal Governo israeliano nei territori palestinesi tra dicembre 2008 e gennaio 2009 che ha fatto più di 1000 morti e oltre 5000 feriti tra la popolazione civile. Gli articoli per “il manifesto” sono stati poi raccolti in un libro dal titolo “Restiamo umani”.

L’ultimo post del suo blog è di ieri. Vittorio vi denunciava la morte di quattro lavoratori nei tunnel presso Rafah, al confine con l’Egitto.

15 aprile 2011
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3 commenti a “Rapito e ucciso il giornalista Vittorio Arrigoni

  1. Valeria il 16 aprile 2011, ore 21:46

    il senso di impotenza che invade molti, oltre che me, credo che può essere almeno alleviato dicendo la Verità, facendo di tutto per Sapere la Verità, per Cercarla Sempre e Diffonderla, penso che sia l’omaggio migliore per Vittorio. Non lo conoscevo, ma il suo assassinio mi ha distrutto dentro… E se ci consideriamo Esseri Umani non possiamo rimanere indifferenti a questo orrore…perchè chi fa del Bene non può morire così…non può!!!

    E allora diciamola questa Verità e diffondiamola a tutti: Vittorio è stato assassinato dal MOSSAD, non da una cella impazzita di un gruppo salafita (come voglio farci credere tutti i tg corrotti e sostenitori di Israele) è stato ucciso dal Mossad perchè aveva la “colpa” di intralciare il sistematico massacro dei palestinesi ad opera del governo israeliano. Se si osserva il video del rapimento si troverà la prova evidente che il nastro adesivo nero avvolto intorno la testa di Vittorio è lo stesso utilizzato dagli israeliani con i prigionieri palestinesi… Quelli del Mossad compiono atti barbari come questo per minare la sicurezza e creare uno stato di instabilità. A Gaza ci sono più di 200 agenti del Mossad…

  2. Valeria il 16 aprile 2011, ore 21:47

    Inoltre, il rapimento di Vittorio è avvenuto, casulamente, dopo le gravissime dichiarazioni di Berlusconi alla radio israeliana sulla Freedom Flotilla ed il Medio Oriente:
    “Berlusconi alla radio israeliana ha affermato che intende lavorare “per impedire che una flotilla diretta a Gaza parta nelle prossime settimane”, aggiungendo di “essere guidato dalla convinzione che la flotilla non sta lavorando per sostenere la pace nella nostra regione”.

    Questa dichiarazione è di per sé estremamente grave, perché l’operato della Freedom Flotilla 2 si svolge nell’ambito della più stretta osservanza del Diritto Internazionale e del Diritto Umanitario, come ha evidenziato anche l’O.N.U ”
    leggi tutto su:http://www.freedomflotilla.it/2011/04/13/gravissime-dichiarazioni-di-berlusconi-sulla-freedom-flotilla-ed-il-medio-oriente/

  3. Valeria il 16 aprile 2011, ore 21:48

    Concludo con alcune parole di Vittorio che (l’ho scoperto solo ora, perchè purtroppo non l’ho mai conosciuto) sono le stesse in cui credo anch’io…

    “io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana”

    Che queste parole rimangano nella memoria di tutti noi e servano da monito ad intensificare gli sforzi per costruire un mondo di pace e giustizia, più umano per tutti.

    Valeria

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