Varese

Perfetti: il Risorgimento non furono solo i Mille

Da sinistra, Perfetti e Cassarà, davanti alla vetrina dedicata alla Labus Pullè dalla Libreria del Corso

E’ un piacere conversare con il professor Francesco Perfetti, uno dei più autorevoli storici italiani, che oggi ha fatto tappa a Varese per incontrarsi con l’avvocato Pier Paolo Cassarà, presidente della Fondazione Labus Pullè, mentre presidente onorario è Vittorio Sgarbi. La fondazione ha sede a Varese, e Perfetti è giunto nella città giardino per ragionare con Cassarà in merito alle tante iniziative in cantiere. E per iniziare la giornata, un bel caffè allo Zamberletti in Corso è quello che ci vuole, anche per chi, come Perfetti, è la prima volta che conosce Varese.

Perfetti è uno storico, tra gli allievi prediletti da Renzo De Felice, professore ordinario di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli di Roma. Ma anche intellettuale curioso e attento alla cronaca e all’attualità, su cui interviene come editorialista del quotidiano “Il Giornale”. Tra gli incarichi più prestigiosi, ha ricoperto la carica di presidente della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera e di presidente della Fondazione Ugo Spirito.

Come dichiara lo storico, che è il presidente del Comitato scientifico della fondazione Labus Pullè, “è molto rilevante il fondo di documenti di proprietà della Fondazione varesina”. Tanti i progetti per valorizzare il fondo ancora di più. “Tra le ipotesi c’è anche l’idea di informatizzare i documenti, in modo da renderli più fruibili ed accessibili agli studiosi”. Sul fronte della comunicazione della fondazione, anche un blog dedicato al dibattito culturale e alle iniziative della fondazione coordinate da Perfetti.

Impossibile lasciarsi sfuggire l’occasione di fare domande sulle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia a Perfetti, componente del Il Comitato nazionale dei Garanti per le celebrazioni, presieduto dal presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. “Le celebrazioni sono state faticose, hanno incontrato diverse contestazioni, sia da parte leghista (in chiave di contestazione federalista), sia da parte papalina”. Piuttosto sconcertato per le contestazioni leghiste. “Davvero incomprensibili – dice Perfetti di fronte a Cassarà – dato che il federalismo è stato certamente una delle anime del Risorgimento, oltre al fatto che l’Unità d’Italia ha visto come protagonista proprio la gente del Nord”.

Positiva, invece, a parere di Perfetti, la risposta della gente comune, l’entusiasmo e la partecipazione. “Sono rimasto colpito positivamente, anche se qualche volta pareva prevalere un’idea di festa popolare, in particolare nel Centro Italia”. Qualche perplessità lo storico la nutre circa un’enfasi forse eccessiva sui protagonisti “rivoluzionari” del Risorgimento: Mazzini e Garibaldi. “A dire la verità, non li ho mai amati molto. E se non avessi sollevato io il problema, ci si sarebbe dimenticati di Cavour”. Come ricorda Perfetti, “Mazzini rappresentava l’utopia, Garibaldi la forza della natura, Cavour la razinalità e Vittorio Emanuele II la capacità di accreditare in Europa il Risorgimento, che non fu un fenomeno italliano ma europeo, facendo sintesi delle varie componenti”. Tante anime che vanno ricordate e non cancellate. “Il Risorgimento, insomma, è stato un fenomeno complesso, irriducibile alla spedizione dei Mille”.

15 aprile 2011
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