Varese

Una Casa delle associazioni nel centro di Varese

La presentazione dei lavori

Avanzano i lavori nel cantiere di Via Lonati, proprio di fronte all’ingresso del parcheggio Aci di Via San Francesco, là dove diroccati edifici hanno dato per anni una ben negativa immagine della città giardino ed hanno spinto due benemerite associazioni varesine, i Monelli della Motta e Varesevive, a ricercare soluzioni tecniche e finanziarie per realizzare un piano di ristrutturazione edilizia.

L’iniziativa ha potuto prendere il via grazie da un lato alla disponibilità del Comune di Varese ad affittare l’area in cambio di un canone annuale e della certezza ad acquisire la proprietà dell’immobile dopo un trentennio e dall’altro lato all’intervento della Fondazione Cariplo, per il tramite della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus che – nell’ambito del Bando per progetti “Interventi Emblematici Provinciali” – ha destinato all’iniziativa un importante contributo pari al 50% del costo dell’opera.

I restanti oneri sono interamente sostenuti dall’Associazione Amici di Ernesto Redaelli con l’intento di dare perenne continuità alla memoria dell’imprenditore e benefattore -morto nel maggio del 2000 – legando il suo nome ad un’iniziativa immobiliare da adibire a struttura socio-culturale, attraverso l’insediamento in quella sede, delle associazioni promotrici. L’opera che verrà inaugurata nel corso della prossima estate ospiterà gli uffici delle tre associazioni oltre ad un’ampia ed attrezzata sala polifunzionale destinata ad ospitare manifestazioni culturali.

Il progetto, oggi presentato dai promotori rappresentati da Giuseppe Redaelli, a nome delle associazioni, da Carlo Massironi Vice Segretario Generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus in rappresentanza del Presidente Ing. Luca Galli e dall’Arch. Pierangelo Pavesi, progettista e direttore dei lavori, intende ripresentare le sembianze architettoniche dei vecchi originari “Magazzini Caprera” già “capannone per vetture funebri“ come si evince da un documento conservato al protocollo disegni n. 151 del 1925.

È intervenuto il Sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha ricordato l’impegno del Comune per consentire la realizzazione del progetto e che ha manifestato il proprio apprezzamento per le Associazioni, la Fondazione Cariplo e la Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus a favore della Comunità varesina.

Le finiture riprendono esattamente le sembianze dell’epoca: copertura in legno e tegole marsigliesi; mantovane in legno e gronde con disegno identico a quello rilevato dalle parti semi demolite; facciata lisciata a cemento frattazzato a vista e stilato a bugne; il tutto ovviamente ricostruito in chiave moderna con la massima attenzione al risparmio energetico.

“Un’opera dunque emblematica, – ricorda Giuseppe Redaelli – non solo perché può costituire l’invito ad altri cittadini a voler lasciare un ricordo tangibile alla propria Città con finalità pubblica, sociale e culturale, contribuendo a dare decoro e lustro al territorio in cui viviamo ma emblematica anche per indicare nella Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus il partner per concretizzare simili progetti. Ho dal primo giorno creduto nella funzione determinante della Fondazione Comunitaria – di cui ho peraltro l’onore di essere componente del consiglio d’Amministrazione – ed ho voluto costituire in seno alla stessa un Fondo intestato alla memoria di mio papà che annualmente riversa contributi a favore di operazioni culturali; oggi ho voluto dare ulteriore impulso a questa partnership con la Fondazione rendendo possibile questa realizzazione e creando i presupposti per altre importanti iniziative a favore della nostra Città. Trovo infatti che mettere a disposizione una somma di denaro e, attraverso l’effetto moltiplicatore del contributo della Fondazione, vedere realizzare progetti diversamente non perseguibili, porta una gioia certo maggiore dei sacrifici sostenuti: l’hanno sicuramente provato i grandi benefattori dell’immediato dopo guerra quando hanno ad esempio contribuito alla costruzione dell’ospedale di Varese, perché non cercare di provarlo anche noi oggi grazie all’effetto moltiplicatore delle Fondazioni?”

“E allora il mio auspicio – conclude Redaelli – è che i varesini non esitino ad avvicinarsi agli uffici della Fondazione Comunitaria in Via F. Orrigoni, 6 a Varese per raccogliere semplicemente informazioni od offrire collaborazione: qualunque contributo, destinato ad iniziative coerenti con le finalità della Fondazione, viene moltiplicato e nel tempo permette di concretizzare sogni che potevano apparire irrealizzabili!”

La Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, a mezzo del Vice Segretario Generale Carlo Massironi, ha espresso l’auspicio che l’iniziativa presentata serva da esempio e stimolo per tanti altri donatori al fine di migliorare la qualità della vita, sviluppare la cultura del dono ed incrementare la coesione sociale della Comunità della provincia di Varese.

12 aprile 2011
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