Economia

Confagricoltura, tuteliamo un settore che “serve a tutti”

Uno scorcio della numerosa platea all'Assemblea di Confragricoltura

Tutto il gotha dell’economia locale è giunto alle Ville Ponti per assistere alla 64ma Assemblea generale di Confagricoltura Varese. Un momento importante per fare un bilancio del momento e definire le prospettive per il futuro di un settore che, a Varese, riguarda 2300 imprenditori agricoli. Un appuntamento reso ancora più significativo dal fatto che è stata questa assemblea la prima uscita pubblica del neopresidente nazionale della Confederazione, il ferrarese Mario Guidi, eletto al vertice dell’organizzazione a fine marzo.

Prima fila di vip a Villa Andrea, a partire dall’assessore all’Agricoltura del Pirellone, De Capitani. Seduto in prima fila anche il presidente della Camerea di commercio di Varese, Amoroso, il presidente della Provincia, Galli, con l’assessore all’Agricoltura, Specchiarelli. E, ancora, diversi presidenti di associazioni: per Univa, Graglia, per Confesercenti, Lorenzini, per Api Varese, Colombo. Non mancavano diversi esponenti politici, dai leghisti Longoni e Ruffinelli, ai Pd Tosi e Adamoli.

Corposa relazione del presidente di Confagricoltura varesina, Pasquale Gervasini. Un momento diffcile, questo, anche per il settore primario, comne rimarca Gervasini. “Se nell’anno in corso il trend non si invertirà in modo costante,  per le imprese agricole sarà difficile pensare a progetti che vadano oltre la mera sopravvivenza”. Tuttavia, e nonostante la crisi, le imprese agricole non licenziano, resistono, come testimonia il lieve incremento di giornate  di lavoro dipendente in agricoltura relativo ai primi nove mesi dell’anno passato.

Ma per Gervasini “un soldato solo non fa la guerra”. E dunque, sono necessari interventi in favore dell’agricoltura. A partire dalla filiera agroindustriale, dove “il produttore conta troppo poco ed è ostaggio di chi vende. Più in generale, nel 2010 il reddito degli agricoltori è calato del 3,5%, mentre nel resto dell’Unione europea è aumentato  del 12,5%. Necessarie dunque serie politiche di rilancio del settore. Per quanto riguarda la nostra provincia, e nonostante la crisi quella passata “è stata un’annata moderatamente positiva con le eclatanti negative eccezioni del florovivaismo e del settore ippico”.  Un’agricoltura locale, secondo Gervasini, “diversificata, multifunzionale, produttrice di qualità” si sta difendendo bene da una crisi grave come quella attuale.

Ma il vero problema, al di là della crisi, è la scarsità di territorio agricolo. E, come dice in modo lapalissiano il presidente, “senza terra non si fa nessuna agricoltura”. “Su 1200 chilometri quadrati di superficie della nostra provincia – incalza Gervasini – solo 140 sono utilizzabili per l’attività agricola, 550 sono coperti da boschi ed il resto è edificato”. Un territorio agricolo che, negli anni Ottanta, era quasi il triplo. In più, si aggiungono molti vincoli relativi ai vari parchi, che vincolano le imprese agricole.

Non “una difesa corporativa”, dice Gervasini, ma la consapevolezza che “l’agricoltura serve davvero a tutti”. E, per dirla con le parole usate a Varese dal presidente Giorgio Napolitano, “l’agricoltrura rappresenta una chiave della politica ambientale di salvaguardia del territorio e di valorizzazione del patrimonio artistico e storico del Paese”.

10 aprile 2011
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