Varese

Presentata la lista Sel: alternativi al centrodestra

I candidati di Sel e la candidata sindaco Luisa Oprandi

Sono stati schierati “solo” 24 candidati (invece che i 31 previsti come numero massimo), 13 uomini e 11 donne, età media 45 anni, con Rocco Cordì capolista. Presentata questa mattina la lista targata Sel (Sinistra Ecologia Libertà), in corsa a Varese per le imminenti elezioni comunali. Un lancio avvenuto alla presenza del candidato sindaco della coalizione di centrosinitra, la Pd Luisa Oprandi. “Diamo voce a quella parte della città spesso ignorata dalla politica”, esordisce Cordì che, in caso di vittoria, è già stato designato assessore. Tra le idee-forza della lista, il fatto che la gran parte di candidati, dove non mancano alcuni nomi piuttosto prestigiosi, possono vantare un lungo impegno civile (nelle professioni, nel sociale, nell’associazionismo), pur senza essere necessariamente passati dalla militanza diretta in un partito.

Il capolista Rocco Cordì alza il tiro contro “l’immobilismo di cinque anni dell’amministrazione Fontana”. E’ sufficiente, secondo il leader, guardarsi attorno. “Dalle buche delle strade fino ad una funicolare che si tiene chiusa per non accumulare perdite eccessive, siamo di fronte ad una giunta che si è caratterizzata per il non fare”. Il consigliere uscente Angelo Zappoli rincara la dose: “Il piano delle opere non ha mai avuto una scala di priorità, questa maggioranza si è sempre mossa senza un’idea organica”.

Tra i candidati Sel ci sono studenti, protagonisti delle “Fabbriche di Nichi”, impiegati, operai, professionisti, stranieri. Una lista a molte facce, che corre insieme a Pd, lista civica del sindaco “Luisa&Varese”, Idv, corsa a quattro che punta a porsi come alternativa all’alleanza di centrodestra a sostegno del sindaco uscente Fontana. Tra i temi sollevati alla presentazione della lista, la cultura, bistrattata dal centrodestra. E’ la stessa Oprandi a dire che “coltivare idee, valorizzare idealità, stare insieme, tutto ciò è importante almeno quanto il mangiare”.

Le fa eco un candidato autorevole come Adriano Gallina, direttore dimissionario della Fondazione culturale di Gallarate, certamente uno dei più lucidi manager culturali in circolazione, che ricorda come iuna stagione si sia esaurita: dopo avere pensato che la cultura fosse la politica condotta con altri mezzi, ora è arrivato il momento di pensare che sia la politica, la pratica amministrativa, ad essere cultura portata avanti con altri mezzi.

Tra i nomi in lista, anche il professore dell’Università dell’Insubria Marco Cosentino, uno dei leader della rivolta contro la riforma dell’università, il senegalese Djibril Thiam, Ierina Dabalà, l’ambientalista Valentina Minazzi, l’esperto di mobilità Roberto Ragusa.

9 aprile 2011
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