Scuola

Più alunni e meno classi. Allarme a Varese

Lanciano l’allarme tutti i sindacati scuola di Varese: i tagli della riforma Gelmini provocheranno una voragine nella scuola pubblica. Se è vero, com’è vero, che dall’1 settembre, a Varese, a fronte di un aumento di 92 alunni nella scuola primaria spariranno 15 classi (da 1859 a 1844) e 118 posti di lavoro.

Tagli lineari dei ministri Gelmini-Tremonti che, continuano i sindacati, “devastano il sistema scolastico italiano distruggendo il gioiello di famiglia rappresentato dalla scuola primaria, promossa a pieni voti da tutte le indagini internazionali sui risultati di apprendimento degli alunni”.

Dura presa di posizione di tutti i segretari provinciali dei sindacati in favore della scuola pubblica. Un documento forte formato da Raimondo Parisi (FLC CGIL), Sabino Famiglietti (CISL SCUOLA), Giovanni Infortuna (Uil Scuola) e Francesco Attanasio (SNALS CONFSAL). Dicono i sindacati: “Scomparirà del tutto qualsiasi forma di compresenza per progetti e per l’accoglienza; ci saranno classi più numerose, non sarà più possibile soddisfare le richieste della famiglie di tempo scuola a 30 ore che bene o male si era riusciti a garantire; tanto meno sarà possibile garantire il tempo mensa oltre le 30 ore nelle poche scuole che erano riuscite a mantenere tale servizio”.

Ancora: “Scompariranno altri 40 posti di specialisti per l’insegnamento della lingua inglese; 7 posti di sostegno e 30 docenti su posto comune saranno in soprannumero”. Più in generale la Lombardia nonostante un aumento di alunni di circa 10.000, subirà un taglio di 4.034 posti: docenti – 2.415 (primaria -1.425, media –235, superiore -872)  e personale non docente - 1628. Tutto ciò, metterà in difficoltà molte famiglie, specialmente quelle con entrambi i genitori che lavorano. Le riduzioni sono insostenibili e la scuola non può reggere questo ulteriore colpo”.

7 aprile 2011
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