Economia

Meccaniche Univa, relazioni sindacali legate al passato

Da sinistra Balzarini, Barea, Ceccardi, Santarelli.

“Contrattazione collettiva e la sfida della competitività”: è questo il tema con cui si è aperto il ciclo delle Assemblee dei Gruppi merceologici che compongono la compagine associativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Ad aprirlo, questo pomeriggio al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, sono state le imprese “Meccaniche” e le “Siderurgiche, Metallurgiche e Fonderie”: in pratica l’intero settore metalmeccanico, cuore pulsante del sistema manifatturiero varesino. I due Gruppi merceologici, infatti, contano all’interno dell’Unione Industriali 506 imprese, per un totale di 30.440 addetti. In pratica più di un terzo degli associati e un po’ meno della metà dei dipendenti che in essi lavorano.

Una realtà produttiva, dunque, da cui dipende una buona fetta del benessere del territorio e che nel 2010 ha assistito ad una ripresa sui mercati internazionali. In provincia il settore, che si ritaglia una fetta del 64% dell’export locale, ha fatto un balzo avanti sul fronte delle esportazioni dell’11,6% rispetto ai livelli del 2009. Non è, però, tutto rosa e fiori, come emerge dalla relazione congiunta dei Presidenti di Gruppo Tiziano Barea (imprese “Meccaniche”) e Daniele Balzarini (imprese “Siderurgiche, Metallurgiche e Fonderie”): “Il 2010 ha visto una fase di miglioramento dei volumi di produzione dopo i minimi toccati durante la crisi”, rimane però il fatto che “il ritmo di crescita è ancora contenuto”. E per il futuro? “L’anno 2011 – continua la relazione – sarà ancora difficile, influenzato anche dagli eventi che hanno caratterizzato questi primi mesi, con le tensioni sui prezzi delle materie prime e sulle risorse energetiche”.

Difficoltà riassumibili nella mancanza di competitività del Sistema-Paese, da inseguire anche sul fronte delle relazioni sindacali. Tema su cui le imprese varesine del settore si sono confrontate con i vertici di Federmeccanica presenti a Ville Ponti con il Presidente Pier Luigi Ceccardi e il Direttore Roberto Santarelli. “Il sistema industriale – ha affermato Tiziano Barea – ha due esigenze: da una parte quella di un rafforzamento della contrattazione aziendale, di secondo livello; dall’altra quella di trovare nuove regole sulla rappresentanza. Sul primo punto occorre essere chiari. Puntare su un maggior peso della contrattazione aziendale, non vuol dire considerare superato il Contratto Nazionale. Anzi, esso rimane un tassello irrinunciabile per trovare il giusto equilibrio tra gli interessi delle imprese e le tutele dei lavoratori all’interno delle Pmi, soprattutto per un territorio, come quello varesino, dove queste realtà aziendali medio-piccole rappresentano una pietra angolare del tessuto produttivo locale. Allo stesso tempo, però, per le imprese più grandi, sta diventando impellente trovare nelle relazioni sindacali soluzioni in grado di far adattare le realtà aziendali ai repentini cambiamenti che impongono i mercati internazionali”.

Sul secondo punto si è, invece, espresso Daniele Balzarini: “Strettamente legato al tema della contrattazione c’è quello delle regole sulla rappresentanza. Le attuali sono ancora ferme a qualche decennio fa, a relazioni sindacali che si sviluppavano all’interno di aziende che erano ancora in grado di imporre le proprie ragioni al mercato. Oggi la situazione è ribaltata: è il mercato che impone le proprie logiche alle aziende. Una realtà con cui tutti, imprese, sindacati, associazioni datoriali, dobbiamo fare i conti. Chi fa impresa, chi la rappresenta, chi rappresenta i lavoratori, non può ignorare i grandi cambiamenti in atto in quei paesi emergenti, il cui sviluppo economico sta radicalmente trasformando i fattori di competitività anche nei paesi occidentali come il nostro. Le imprese sono costrette a grandi sfide in termini di innovazione, internazionalizzazione, organizzazione ed efficienza per competere mantenendo le proprie sedi produttive in Italia”.

Il Presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, è intervenuto sull’applicazione del Contratto Nazionale di settore rinnovato con la firma dell’accordo del 15 ottobre 2009. “Una sigla – ha ricordato Ceccardi – che abbiamo portato avanti con Fim e Uilm, ma non con la Fiom, che aveva avanzato una proposta del tutto irricevibile”. Nonostante questo, però, “il contratto all’interno delle varie attività produttive è stato applicato senza particolari difficoltà o tensioni”. Segno, secondo il Presidente di Federmeccanica, “di quanto i rapporti sindacali nelle singole aziende sia migliore, più improntato al pragmatismo e ai buoni rapporti rispetto a ciò che avviene a livello di relazioni industriali su scala nazionale”.

Una situazione confermata anche dalla fotografia scattata da Tiziano Barea e Daniele Balzarini riguardante l’industria meccanica e siderurgica varesina: “Dove non si registrano casi o situazioni di particolari tensione, all’insegna di quel sano pragmatismo che caratterizza il nostro territorio”, hanno affermato.

La prossima Assemblea in programma è quella del Gruppo merceologico “Alimentari e Bevande”. L’assise si terrà venerdì 8 aprile, a partire dalle ore 11.30, nella sede di Varese dell’Unione Industriali (piazza Monte Grappa, 5). È previsto l’intervento di Denis Pantini, Direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma Spa. Tema: “Lo scenario dell’industria alimentare. Produttività e competitività, criticità e punti di forza, scenario evolutivo e percorsi di sviluppo”.

7 aprile 2011
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