Varese

Giorgio Panariello, con le sue magie conquista Varese

L'attore Giorgio Panariello

Un Panariello a tutto campo, quello che è apparso sul palco del Teatro Apollonio di Varese con lo spettacolo “Panariello non esiste”. Un paio d’ore di intrattenimento che ha visto alla prova nuovo team di autori, Sergio Rubino, Riccardo Cassini, Walter Santillo ed Alessio Tagliento, e con lo stesso Panariello che ha curato la regia (insieme a Gaetano Triggiano). Risultato? Una proposta ricca di situazioni e personaggi, che in qualche momento si abbassa di tono, ma che nel complesso propone un attore dalle mille possibilità, deciso a non farsi schiacciare dai suoi memorabili personaggi. Uno spettacolo di ricerca? Sì, di vie nuove e di nuovi risultati. Niente, dunque, Renato Zero (se non un aneddoto e una battuta), ma alcuni personaggi nuovi. Uno spettacolo con gli allarmi anti-incendio della sala che si sono più volte messi in azione, ma che sono stati subito sfruttati dal comico per alcune deliziose gag.

La varietà innanzitutto. Se si guarda agli ingredienti dello spettacolo molto applaudito di ieri sera, c’è veramente di tutto: stacchetti che citano “Cabaret”, ombre cinesi, canzoni con orchestra dal vivo, un’idea di spogliarello con una ragazza che sembra Valentina, monologhi, balli, trasformismi alla Fregoli e veri e propri momenti di magia. Un vasto repertorio di generi che aiuta lo spettacolo a non perdere di ritmo.

E poi c’è il Panariello più noto e conosciuto, che non risparmia, proprio all’inizio dello spettacolo, una battuta sull’ansia dell’Auditel, che si attende per tutta la notte, rispetto alla gioia di sentire una risata (o no) ad un secondo dalla battuta, riferimento forse alla brutta avventura del 2006 a San Remo. Nello spettacolo non manca infatti il Panariello degli spot televisivi, quello di Merigo, Pierre (con l’Apollonio che si trasforma per qualche secondo nel Kitikaka di Orbetello), Naomo,  Signora Italia, il tenero Raperino. In più, un Bred Pittbull che ricorda qualche maschera di Antonio Albanese, il Vaia, commentatore da bar dei fatti della vita, e Luingi, il maestro di ballo finto-brasiliano, molto sfruttato in tv.

Restano alcuni momenti indimenticabili, dove Panariello ricrea un’atmosfera magica da teatro nei suoi momenti migliori. Merigo che appare sulla scena come ombra e sbuca fuori, quasi contemporaneamente, in carne e ossa sulla scena. Pioggia di coriandoli d’argento che fanno scomparire l’attore, che un secondo dopo riappare tra il pubblico. Un piccolo carillon, dove una fatina dona un giocattolo ad un bambino (rappresentato in scena dal figlio dell’attore varesino Giancarlo Ratti). Piccoli momenti di sospensione, che magari ci annunciano un Panariello capace din fare scelte nuove e diverse, ma sempre divertenti.

2 aprile 2011
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