Varese

Battarino saluta gli amici prima di scendere all’inferno

Il giudice-scrittore Giuseppe Battarino

Un libro e molte altre iniziative abbozzate, sviluppate, ancora ai primi passi. Il giudice-scrittore Giuseppe Battarino ha riunito nella saletta del Teatro Apollonio alcuni tra gli amici che lo hanno seguito in questi anni per fare il punto delle sue svariate attività e parlare del libro appena pubblicato da Todaro, ”Le inutili precauzioni”, nelle librerie da metà aprile. Un bilancio e un arrivederci con il sorriso sulle labbra, prima di scendere all’inferno: presto infatti raggiungerà la sua prossima sede giudiziaria, a Paola, in provincia di Cosenza, terra di ‘ndrangheta.

Così, prima di questo passo così difficile e impegnativo, Battarino si è circondato di chi lo ha seguito con attenzione nella sua permanenza a Varese. Presenti diversi giornalisti, alcuni collaboratori nell’attività editoriale, moglie e figli, alcuni amici. Alla loro presenza fa un bilancio delle molte attività culturali che fanno di Battarino un giudice anomalo: non a caso parte da “Virginia”, il lavoro teatrale che ha debuttato al Santuccio, e che ha visto repliche a Cassano Valcuvia e, presto, a Sesto Calende. Non è un caso che parta proprio da questo testo, realizzato insieme a Maria Dolores Fusetti e Luciano Sartirana, dato che in un breve numero di pagine c’è la summa del Battarino-pensiero: garantista, attento alla dimensione umana dei processi giuridici. Tutto sommato ”illuminista” (ci ripetiamo).

Accanto al teatro, anche il lavoro culturale su un vero mito del Novecento, P.P.P., un lavoro che, confessa Battarino, “ha subito un ritardo a causa della mia partenza”.  Un lavoro che inizialmente doveva essere un testo, con foto di Martinelli e la collaborazione di Elena Amati, ma che oggi – è stato detto – puntava anche a prendere corpo sulle tavole di un teatro. E, ancora, la collaborazione alla rivista “Themis”, diretta dall’avvocato bustocco Roberto Porrello, le iniziative sulm fronte della poesia preparate insieme a Rita Clivio e Marcello Castellano (“iniziative che, con l’incerto destino del Teatrino Santuccio, non sappiamo dove potranno approdare”, ha detto Battarino), l’impegno teatrale in collaborazione con Jane Bowie, che dovrebbe dare vita ad un altro lavoro teatrale, tratto dal racconto “Dagli occhi”, che tratta l’attualissimo argomento dell’immigrazione. Un ringraziamento spetta di diritto al giornalista Pietro Vagli, prezioso collaboratore.

Un carnet ricco di idee e iniziative, che trova il suo clou nel romanzo fresco di stampa “Le inutili precauzioni”, coda ideale del primo romanzo di tre anni fa,  ”Sentieri invisibili”, che come il primo, spiega Battarino, “ha l’ambizione di raccontare da dentro il mondo della giustizia, un mondo che spesso cinema e tv descrivono con strafalcioni ed errori”. Un’indagine e un processo sono al centro del nuovo libro, in cui ritorna il protagonista, il pubblico ministero Sergio Petrelli. Ma il momento più divertente, racconta lo scrittore, “è stato quello in cui mi sono calato nei panni dell’avvocato difensore, e ho scritto la sua arringa”. Nel romanzo dalla inconfondibile copertina gialla che caratterizza la collana curata da Tecla Dozio, che del romanzo di Battarino è stata l’editor, non manca neppure l’amore, un ingrediente che molte lettrici donne attendevano con curiosità.

Al termine rispunta, grazie ad una domanda, l’imminente viaggio verso la Calabria: “avrà la scorta?”.  Qualcuno scherza, sdrammatizza, cambiando la parola “scorta” con la parola “escort”. Battarino, sorridendo, risponde: ”Spero di non avere né l’una né l’altra”.

2 aprile 2011
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