Varese

Ignazio Rando va sul palco al Nuovo. Ringraziando il Pd

Un momento dello spettacolo

Dal romanzo di Dario Franceschini, ieri sera è stato presentato al Cinema Teatro Nuovo di Varese, per la prima volta, lo spettacolo “La follia improvvisa di Ignazio Rando”, regia e adattamento teatrale di Serena Nardi. Una platea quasi esaurita, forte presenza, tra il pubblico, di esponenti Pd. Assente Franceschini per la necessità di seguire le note vicende politiche di questi giorni. Poche parole iniziali, da parte di Giulio Rossini, sulla rassegna “Note di scena” in cui lo spettacolo risultava inserito, e della stessa Nardi. Poi si parte.

Lo spettacolo è il racconto, da due punti di vista, dell’improvviso malessere espresso da un integerrimo impiegato che lavora alla Conservatoria Regia, Ignazio Rando, appunto. Una vicenda ambientata nella Ferrara fascista, sfondo grigio e soffocante in cui l’impiegato, imparentato con tanti suoi colleghi presenti nella letteratura del Novecento, all’improvviso rompe il guscio del conformismo e dà sfogo alla sua natura più profonda. Una vicenda seguita con preoccupazione dal suo ufficio, che decide di approfondire la faccenda sguinzagliando dietro il (presunto) folle un altro impiegato, il ragionier Garbioni. Rando e Garbioni sono entrambi interpretati in scena dal camaleontico Stefano Orlandi, che dà voce alle due figure che intrecciano i loro destini.

La perculiarità di Rando, in quest’opera di Franceschini, è quella di sognare e di archiviare i suoi sogni in bigliettini numerati. Una trovata che certamente sarebbe piaciuta a Freud, ma che sulla scena rischia di essere un elemento faticoso, che non agevola lo scorrere della vicenda. Resta il fatto che il protagonista in scena, Stefano Orlandi, riesce a proporre i personaggi con grande forza, mutando registro, cambiando postura, sottolineando le ossessioni di Garbioni, con una punta di apprezzabile sarcasmo e con l’evocazione di conformismo politico (un timoroso braccio che si tende nel saluto fascista).

Assolutamente eccezionale la colonna sonora composta da Matteo Amantia, anche lui in sala, che allontantanandosi dai SugarFree stya per lanciare il suo primo disco da solista. Musicalità contorte, viscerali, oniriche, accompagnano lo spettacolo e collocano la vicenda a metà strada tra sogno e realtà.

Al termine dello spettacolo, la regista Serena Nardi, sul palco, ha ringraziato il Pd, e in particolare il senatore Paolo Rossi e il segretario provinciale Fabrizio Taricco. Plauso anche per la candidata Pd alle comunali, Luisa Oprandi.

1 aprile 2011
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2 commenti a “Ignazio Rando va sul palco al Nuovo. Ringraziando il Pd

  1. Jane Bowie il 1 aprile 2011, ore 11:04

    Per me, un evento teatrale straordinario. Profondo, delicato, calibrato perfettamente, un delirio tra rapsodia e incubo, Varese può solo ringraziare.

  2. SERENA NARDI il 2 aprile 2011, ore 13:33

    Ringrazio Andrea Giacometti per il bell’articolo ma tengo a precisare che il PD di Varese, e Dario Franceschini stesso, sono totalmente estranei alla produzione (finanziamento compreso) e promozione di questo spettacolo.
    Il PD di Varese ha effettuato un importante supporto pubblicitario per cui non potevo non ringraziare pubblicamente le personalità coinvolte.
    La mia scelta è totalmente indipendente, come d’altronde Dario Franceschini mi ha più volte richiesto di sottolineare, a qualsiasi schieramento politico.
    E’ stato coinvolto come scrittore. Niente di più.

    Serena Nardi

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