Varese

Affollato amarcord per il libro di Anna Maria Gandini

Un momento della presentazione. Da sinistra, Angeleri, Gandini, Bonoldi

Sala Morselli della Biblioteca Civica di Varese gremita di pubblico, ieri pomeriggio, per la presentazione del volume “La mia Varese” di Anna Maria Gandini, una delle forme “storiche” del quotidiano di Varese “La Prealpina”. Un dibattito simpatico e leggero, sull’onda dei ricordi. La Varese di un tempo, con i suoi personaggi, i suoi luoghi di ritrovo, una città di cui si perderebbe la memoria, se articoli come quelli firmati, con il suo stile colloquiale e accattivante, dalla Gandini, non ne salvassero la sopravvivenza.

Ora quegli articoli sono stati pubblicati in un volume, su cui, alla Biblioteca varesina, si sono soffermati lo stesso direttore del quotidiano, Giancarlo Angeleri, e uno dei giornalisti che hanno affiancato la Gandini, Fausto Bonoldi, che ha raccontato le radici varesine della giornalista, il suo lungo e diversificato “cursus honorum” nel mondo della comunicazione, dalla radio ai giornali, la ricchezza di un volume come questo pubblicato dalla Nomos. Il tutto a partire dallo stretto legame con il cuore della città, dove la Gandini vive nei primi anni della sua vita, da via Sacco ai Giardini estensi (che allora erano chiamati semplicemente Giardini pubblici).

“Una giornalista molto british per correttezza e obiettività – ha ricordato Bonoldi -, che per vent’anni è stata, prima sul “Corriere della sera” e poi dai microfoni del Gazzettino Padano, la voce di Varese in Lombardia”. Uno stile apprezzato, ma che, come ha ricordato Bonoldi, subisce una trasformazione quando la giornalista inizia la collaborazione su storia, costume, curiosità varesine sul quotidiano della città giardino. Una rubrica che inizialmente si intitola “Tra di noi” e che poi diventa “La mia Varese”.

Un passaggio importante per la Gandini, che secondo Bonoldi “cambia passo”. “Alla sua lingua abituale ha aggiunto uno stile colloquiale, che fa la differenza”. Con i suoi articoli, la Gandini ha iniziato a scrivere per un pubblico di cui solletica la nostalgia e per i varesini arrivati dopo che vogliono conoscere la storia della città.

Ha preso la parola la giornalista, che ha ricordato i sentimenti e i personaggi della Varese che fu. “Un naturale senso di solidarietà nasceva tra la gente nella vita di ogni giorno”. Tanta la gratitudine, poi, per le sue preziose fonti di ricordi e racconti: la Gandini ha ringraziato Pedroletti e Ricciotti Bornia.

Tante parole sul filo del ricordo e una proposta, espressa da Bonoldi. “Una Martinella del Broletto la Gandini se la meriterebbe”.

Prossimo appuntamento organizzato dalla Biblioteca, giovedì 14 aprile, alle 18, presso la Sala Montanari, con il volume “La vera storia del tenente Mozzoni”, scritta da Guglielmo Mozzoni, che sarà presente in sala, e pubblicato dalle edizioni Arterigere. Interverrà con l’autore Franco Giannantoni, storico della Resistenza.

1 aprile 2011
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