Economia

Accordo sulla produttività tra Api Varese e sindacati

E’ una  favola che in Italia il sindacato si opponga ad una rilettura della contrattazione, e che questo riguardi, in particolare, la Cgil, che sarebbe rigida e ideologica. Non è vero nulla: se si tutelano i diritti e si salvaguarda un corretto dialogo tra le parti, anche il sindacato accende il semaforo verde, Cgil compresa. L’accordo che è stato siglato questa mattina, nella sede di Api Varese, tra l’Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Varese, e le organizzazioni sindacali provinciali, lo sta a dimostrare.

Una scelta che si pone ad un livello intermedio, tra singola azienda e contratto nazionale e, come dice il presidente Api Franco Colombo, si può definire “un accordo di livell0 provinciale”. Un accordo che stabilisce, con valore retroattivo per tutto l’anno in corso, che gli straordinari, il lavoro notturno, i turni, il lavoro festivo e domenicale, vengano detassati. E questo perchè si mette in pratica la legge 30 luglio 2010, che porta l’imposta al 10% (contro ad un 27% medio attuale). Risultato? Più soldi nelle tasche dei lavoratori, più flessibilità per le aziende.

Un accordo che agevola ciò che, secondo le imprese piccole e medie, contribuisce a realizzare, come dice la legge, “incrementi di produttività”. Non è la prima volta che accade. Le stesse organizzazioni hanno stipulato questo accordo a livello nazionale: quella di stamattina è una ricaduta che vale per il Varesotto. In ogni stipula locale, l’accordo generale può essere arricchito di elementi peculiari: come ricorda il segretario generale della Cgil di Varese, Franco Stasi, “qui abbiamo esteso i benefici dell’accordo anche ai lavoratori flessibili, gli interinali”.

Come sostiene Baggi, vicedirettore di Confapi Varese e responsabile Area sindacale, “siamo di fronte ad una flessibilizzazione del lavoro che si colloca in un contesto che vede timide controtendenze sul fronte della crisi, e nello stesso tempo porta a ridurre il gap tra impobibile lordo retributivo e quanto percepisce realmente il lavoratore”.

Giudizio positivo anche da parte delle organizzazioni sindacali, che al tavolo erano rappresentate al massimo livello: Franco Stassi, segretario generale Cgil Varese, Carmela Tascone, segretario generale Cisl Varese, e Antonio Albrizio, segretario generale Uil Varese. “Certo, non siamo di fronte all’auspicata riforma fiscale nei confronti del lavoro, ma di un importante tassello – dichiara il segretario Stasi – che va a sostegno, oltre che delle piccole imprese del territorio, anche dei lavoratori e delle lavoratrici”. Un accordo che, continua Stasi, si pone in continuità con i tanti accordi siglati, unitariamente, dai sindacati a livello provinciale. “Un accordo importante – conclude Stasi – che va a vantaggio delle realtà più colpite dalla crisi”. “Resta inalterato il quadro generale – ribadisce il segretario generale Cisl, Carmela Tascone -, ma si lavora a cambiare condizioni a livello territoriale. E poi l’accordo a livello provinciale garantisce anche quei lavoratori di aziende che, senza rappresentanza sindacale, non potrebbero fare alcuna contrattazione in azienda”.

Conclude il presidente Colombo, affiancato dal direttore di Api Varese Praderio: “Su lavoro e tassazione facciamo il più possibile in attesa di una riforma. Ma contemporaneamente ci impegnamo in questa direzione perchè eticamente corretto venire incontro a chi ha pagato di più la crisi, e cioè piccole imprese e lavoratori”.

1 aprile 2011
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