Varese

Gli attori di Franzato parlano “I linguaggi dell’amore”

Un momento dello spettacolo

Sfida ambiziosa, quella affrontata, sul palco del Teatro Apollonio, da Paolo Franzato e dai suoi attori riuniti nell’Accademia Franzato. Provate voi ad affrontare  “I linguaggi dell’amore” (titolo dello spettacolo proposto nel cartellone Endas) in ventidue tableaux vivants, alternando, miscelando, sovrapponendo generi e stili diversi, dalla prosa al mimo, dalla danza alla poesia. Una messa in scena originale, in occasione della Giornata dedicata al teatro, che inizia con la lettura del brano “La costruzione di un amore” di Ivano Fossati da parte dello stesso Franzato.

Lo spettacolo prende il via nella hall di un aeroporto. Si presentano, si urtano, si concentrano diversi viaggiatori, bagagli a mano, biglietto in tasca, in procinto di intraprendere un volo verso l’amore. Da quella prima scena inizia una girandola di sketch teatrali che mettono in scena le varie facce dell’amore, dal colpo di fulmine alle vicissitudini di una vecchia coppia, dall’amore tra un ragazzo e una volpe al fatidico bacio della bella al ranocchio, che si trasforma sì in un principe, ma risulta molto più antipatico del ranocchio.

Brani recitati, canzoni, poesie, lo spettacolo racconta la vita di ognuno di noi, con una punta di velata ironia che rende la messa in scena gradevole e mai stucchevole.

Bravi gli attori, con momenti davvero riusciti: è il caso dell’intesno monologo di Chiara Zanzi, molto in stile Beckett, che grida il suo amore ad un invisibile altro, mentre suona, in sottofondo, la canzone “Besame mucho”. Accattivante la contadinella proposta da Silvia Chiaravalli e il suo ranocchio proposto con ironia da Marco Coach. Movimenti leggeri e geometrici da parte di Sara Malpetti. Anche per gli altri interpreti applausi del pubblico presente a teatro. Tutti a rappresentare la forza e la presenza di un sentimento che rivoluziona la vita. E che offre ad una brava compagnia occasioni per fare riflettere e divertire il pubblico.

28 marzo 2011
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