Varese

Dai Cortisonici omaggio (scatologico) per Moccia

Minidio in collegamento via Skype da Budapest alla ricerca di Rocco Siffredi

Tre minuti di pura, radicale, inemendabile, ineffabile cattiveria, il corto “Scusa ma ci voglio…” di Maurizio Failla che ieri sera è stato proposto al trendissimo Twiggy all’interno della sezione “Inferno Lounge” del festival Cortisonici, in corso a Varese e che domani vedrà la premiazione finale. Un feroce atto di giustizia (metaforico) nei confronti dello scrittore per adolescenti, ma anche un giusto sentimento di indignazione verso libri e film dove cuore fa ancora rima con amore, nella più vieta retorica sanremese anni Cinquanta. Una selezione da applauso, quella di ieri sera, fatta dai responsabili della sezione Carlo Carletto Prevosti e Paolo Matteazzi. E Andrea Minidio (ma di lui ci occuperemo al termine dell’articolo).

Vera chicca olezzante della serata, il corto dedicato a Moccia. Una ragazza dice a un ragazzo: mando il mio curriculum a Federico Moccia. Il ragazzo si annota l’indirizzo (che nel video viene oscurato) e pensa di inviare anche lui qualcosa a Moccia, ma non il suo curriculum. Acquista il dvd del film “Scusa ma ti chiamo amore”, con Raul Bova e la mitica Michela Quattrociocche, certamente una delle interpreti più promettenti del panorama cinematografico italiano, estrae il disco, tiene la custodia, via in bagno, raccoglie nella custodia il suo piccolo omaggio e invia all’indirizzo dello scrittore. Immortale e inevitabile, in sottofondo, la canzone “Un gelato al cioccolato” cantata da Pupo. Il tutto girato alla speraindio.

Un vero capolavoro in corto. Inarrivabile. Stupendo.

Sempre ieri sera, altre due chicche: la sigla, dello stesso Prevosti, della sezione Inferno dal titolo “INNO” (che si trasforma in “IN-fer-NO”). E qui il festival ha toccato una punta di pura genialità: il grande Minidio appariva in sei immagini con aspetti diversi, sei personaggi che cantavano l’Inno di Mameli sì, ma….ma in edizione orchestrale interpretata (e qui dall’applauso si passa alla ola) da Mario Del Monaco, il più grande e il più vituperato tenore italiano.

Infine (ma qui Varesereport è di parte, perchè siamo da sempre fans di Omar Stellacci e lo confessiamo apertamente), va segnalato il corto “Bibliotecary Mouse” di Riccardo Banfi e Marco Castelli. Nove minuti di musical trash da Oscar, dove il nostro beniamino si trasforma da secchione in one man show, con intorno cheerleaders da favola. Altro che Moretti e il suo pasticciere trotzkysta….

25 marzo 2011
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