Varese

Cellulari e studenti, ricerca finanziata dagli impianti

Un’iniziativa che procede, ma che certamente è partita con un certo ritardo, il progetto Camelet di Comune, Asl e Università dell’Insubria. Nella conferenza stampa di questa mattina, che si è tenuta in Comune, si è sorvolato sul fatto che tale progetto è collegato alla questione degli impianti per le telecomunicazioni elettroniche a Varese. E al fatto che, su 110 mila euro di  introiti che ogni anno entrano nelle casse del Comune, legati agli impianti installati su aree pubbliche, una parte di entrate è stato destinato a finanziare la comunicazione ai cittadini sul tema, che preoccupa tanti, degli impianti. Un sorta di compensazione di carattere sociale.

La ricerca Camelet rientra in quest’ultimo capitolo.  E si tratta di una ricerca sull’uso dei cellulari tra i ragazzi delle scuole medie a cura di Asl, Università dell’Insubria, Comune di Varese. La ricerca, al momento, da ciò che è stato riportato questa mattina, ha coinvolto un paio di scuole, Don Rimoldi e Salvemini, otto classi, per un totale di 200 ragazzi.

Un campione piuttosto ridotto, al quale è stato sottoposto un primo questionario sulle abitudini, il numero di cellulari presente in famiglia, sul tipo di utilizzo dei telefoni mobili, sul collegamento ad Internet. Sarà poi sottoposto un secondo questionario, dopo che è stata effettuata attività formativa, per monitorare gli eventuali cambiamenti intervenuti. La parte educativa viene affidata anche ad un opuscolo “Uso dei cellulari e campi elettromagnetici: parliamone”.

I risultati della ricerca saranno disponibili prima della fine dell’anno scolastico, con la possibilità, hanno detto i tecnici dell’assessorato all’Ambiente, di essere sviluppato il progetto. Prima ci saranno, però, le elezioni, e dunque è difficile stabilire se questo progetto partito con un certo ritardo e di limitata estensione, possa essere ulteriormente reiterato.

24 marzo 2011
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