Varese

Il presidente: salvaguardare il valore della memoria

La visita a Varese del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è iniziata dal cuore della città, Palazzo Estense. Il Capo dello Stato è entrato in Comune e subito i bambini delle scuole ho intonato l’Inno nazionale. Erano presenti nel cortile d’onore classi della Scuola primaria Morandi di Varese, della Scuola primaria Mazzini di Varese, della Scuola Primaria Foscolo di Varese, della Scuola Primaria Fermi di Varese, che ha regalato fiori e una Pigotta Unicef alla First Lady.

Da fuori Comune c’erano una classe della Scuola Primaria Ferrarin di Induno Olona, che ha fatto dono a Napolitano di un album con disegni dei bambini sul 150esimo e sullo stesso presidente, una classe dell’Istituto Omnicomprensivo Moro di Solbiate Olona, e una classe dell’Istituto scolastico “La Chiocciola” di Gorla Maggiore.

Giunto in Sala Matrimoni, il presidente è stato accolto da Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, da Rocco Buttiglione, a rappresentare la Camera, dal presidente Formigoni e da Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, oltre che da consiglieri e assessori comunali e provinciali.

Cordiale l’intervento di benvenuto pronunciato dal sindaco Attilio Fontana. Al centro del suo intervento il tema delle autonomie e dei tagli a scapito degli enti locali. “Come Lei ben sa, la vita per gli enti locali, negli ultimi anni, è difficile”, ha detto Fontana. “L’amministrazione varesina è sempre stata virtuosa. Negli anni sono state rispettate le regole imposte dai governi che si sono succeduti. Oggi perciò soffriamo ancor di più,perché costretti ad effettuare tagli dolorosi che vanno ad incidere sui diritti dei nostri cittadini, sui servizi primari e soprattutto sul sociale e sugli individui più deboli”.

“Nonostante ciò – ha continuato Fontana – siamo ottimisti e propositivi. Crediamo che quest’anniversario sia sì l’occasione per consolidare la nostra memoria, ma non rivolgendoci solo al passato, ma guardando soprattutto al futuro”. Ha concluso il sindaco: “Le celebrazioni per il 150esimo siano quindi un momento di riflessione nel rispetto e nella consapevolezza delle differenze, e con il fine comune di vedere realizzate riforme non più rinviabili che possano rendere il nostro Paese migliore, moderno e competitivo”.

“Faccio mie le parole del sindaco – ha risposto il Capo dello Stato -. Non ho mai pensato che le celebrazioni del 150° anniversario significassero guardare al passato e fermarsi lì. Però nessun popolo può avere una visione del futuro, se non ha memoria del suo passato”.

Napolitano si è poi soffermato sulla situazione del Paese. “La situazione del nostro Paese è difficile, penso agli equilibri della finanza pubblica, non voglio parlare di una traversata del deserto, ma certamente ci portiamo dietro molti pesi”. Ma usciremo dal tunnel, secondo Napolitano, “con una distribuzione equa dei sacrifici”. Soprattutto, “dobbiamo liberarci del fardello del debito pubblico”. Un peso, ha riconosciuto Napolitano, “legato alla spesa corrente non solo degli enti locali, ma di un’infintà di entità di cui si è sovraccaricato il Paese”. Per il Presidente, “troppa una spesa troppo artificiosa, pesante, parassitaria”.

Infine Napolitano ha ribadito che “le celebrazioni dei 150 anni non era qualcosa che doveva dividere, anzi il mio compito è proprio quello di valorizzare ciò che unisce”. Un momento di celebrazioni importante, che fa dire a Napolitano che “il clima caloroso di Torino lo ritrovo a Varese, una città carica di storia. Il Risorgimento non è solo la spedizione dei Mille: quel signore che li comandò prima era venuto qui a combattere”.

A conclusione dell’incontro con gli amministratori locali, presenti in gran numero in Comune, Napolitano ha lasciato una firma nell’Albo d’onore del Comune con il seguente pensiero: “Il mio saluto e omaggio alla città di Varese: un saluto caloroso come quello che ne ho ricevuto. Un omaggio nello spirito di una nuova unità della Repubblica”.

21 marzo 2011
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