Varese

Il presidente Napolitano dialoga con il profondo Nord

Napolitano e Amoroso

E’ il profondo Nord, quello che, nella Sala Campiotti della Camera di commercio di Varese, dialoga con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’Italia delle piccole imprese, dell’artigianato, dell’export che corre mentre il Paese è quasi fermo. A fare gli onori di casa, per conto della comunità economica locale, in cui spicca un grande vecchio dell’impresa come Ottavio Missoni, il presidente della Camera di commercio, Bruno Amoroso.

Oltre 64 mila imprese iscritte, con 53 imprese per km quadrato (in Lombardia sono 34, in Italia 17), con dati di export che sono tornati ai livelli di prima della crisi. Un export, spiega Amoroso, in prevalenza rivolto a prodotti high-tech e a mercati emergenti, come il Bric (Brasile, Russia, India e Cina), ma anche il Qatar. Buone performance, che tuttavia non trainano l’occupazione. “Nonostante l’atteggiamento virtuoso – conclude Amoroso – nel 2010 si è registrato un aumento di lavoratori in mobilità: il loro numero ha toccato quota oltre cinquemila, quasi il doppio rispetto al 2008″.

Molte le preoccupazioni diffuse tra i protagonisti dell’economia locale. Michele Graglia, presidente di Univa, ricorda come “la perniciosa contrapposizione tra le parti sia un segno di affievolimento dell’unità nazionale”. E una condizione che non garantisce stabilità. Al contrario, l’unità nazionale costituisce una stella per orientare nuovamente tutti verso il bene comune. Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Varese, ribadisce l’importanza dell’artigianato nell’unità d’Italia (“tra i Mille di Garibaldi, 120 erano artigiani” dice Merletti). Per Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom, è indispensabile che la politica realizzi riforme strutturali per far ripartire l’economia: ridurre il tasso di burocrazia e abbassare il costo del lavoro. Fernando Fiori, presidente della Federazione dei Coltivatori diretti, ricorda le innovazioni intervenute nel settore primario, ma la ridotta attenzione per esso. Parla  attraverso Carmela Tascone, segretario generale della Cisl, il mondo del lavoro. “Tre anni di crisi hanno segnato il territorio, con un patrimonio di professionalità che rischia di andare disperso”.

Non è nuovo, il presidente Napolitano, al clima della Camera di commercio: confessa che subito dopo la guerra ha lavorato presso l’ente camerale partenopeo. “Mi trovo a casa mia”. Un clima cordiale che, però, non impedisce a Napolitano di cogliere i problemi e le preoccupazioni del mondo economico “made in Varese”. Subito affronta un tema strategico come il rapporto tra piccole imperese e la ricerca. Un nodo fondamentale per affrontare le sfide dell’economia globale. Poi si sofferma sul problema della crisi del lavoro e della disoccupazione. “C’è il rischio che un prezioso capitale umano vada disperso. E dunque si deve ricordare che le politiche dell’occupazione vengano da sole, soprattutto sul fronte dei giovani. E’ questa il più grande problema che abbiamo”.

Secondo il Capo dello Stato, resta fondamentale il sentimento nazionale anche sul fronte economico. “Significa in concreto la voglia di fare prevalere, sulle cieche partigianerie, il senso dell’interesse generale. Tanto più sui temi fondamentali per la crescita del Paese: su questi vanno trovate convergenze e continuità”. Una coesione che il presidente si è augurato di vedere presto anche tra le forze sindacali.

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21 marzo 2011
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