Varese

Il Capo dello Stato: sì al federalismo, purché solidale

Applausi per Napolitano all'Insubria

Arriva all’Università dell’Insubria, il presidente Napolitano, nel primo pomeriggio. E subito si trova dentro i problemi e le contraddizioni del mondo universitario. Nel suo intervento di saluto, il magnifico rettore Renzo Dionigi non esita a parlare di “una delicatissima e necessaria fase di cambiamenti”. Il professor Dionigi rivolge un appello al Capo dello Stato perchè arrivi “un tempestivo e congruo finanziamento” diretto agli atenei pubblici.

Dopo una relazione ricca di riferimenti storici e di spunti validi per l’attualità pronunciata dal professor Antonio Maria Orecchia dal titolo “Varese nel Risorgimento”, Napolitano si rivolge a Varese come ad una “leggiadra e civilissima città”, in cui si percepisce forte “un nuovo sentimento e una nuova consapevolezza nazionali”. Come a Roma, Torino, Milano. Un sentimento che non si contrappone a quella che il presidente definisce “Italia delle autonomie, una delle fonti ispiratrici del moto unitario”, un’Italia che alle origini dello Stato si dimostrò isolata e minoritaria, ma che poi tornò alla luce nell’Assemblea costituente. Un lungo percorso con un menico giurato: un vizio originario italiano, che il presidente chiama “un accentramento burocratico pesante”, e che subì un ulteriore aggravamento con il Fascismo.

Il presidente considera il federalismo un esito importante, che si deve abbinare al superamento del bicameralismo perfetto. Ma a nessuno sfugge che il riferimento di Napolitano è il “federalismo solidale”. “Abbiamo infatti bisogno di coesione attorno ai grandi temi, una necessità che non è in contrasto con “la diversità di opinioni politiche, di ideali, con i conflitti”.

Un elogio del federalismo e delle autonomie che  il Capo dello Stato colloca sullo sfondo dei problemi italiani a livello internazionale. E sulla crisi libica, Napolitano dichiara di avere “apprezzato l’impegno del ministro Maroni”. Il ministro varesino sorride in prima fila.

Chiusura dell’intervent0 all’universitò dell’Insubria, con una sottolineatura della centralità di ricerca e formazione, sostenute da adeguate risorse: “resta una delle esigenze fondamentali della società nazionale”.

21 marzo 2011
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