Varese

60° Avis Varese: il volontariato ritrovi forza profetica

Un momento del confronto promosso alla Sala Montanari di Varese

Sessant’anni di storia intrecciati con la vita di Varese. E’ questo il punto di partenza del cartellone delle molte iniziative promosse dall’Avis comunale Varese (Associazione Volontari Italiani Sangue), che oggi ha visto, presso la Sala Montanari, un interessante convegno organizzato dalla stessa Avis in collaborazione con il Comune di Varese. Un momento di confronto, moderato dal direttore del quotidiano “La Prealpina”, Giancarlo Angeleri, che ha fatto il punto su un rapporto complesso e a volte controverso, certamente fatto di luci e ombre: “Il volontariato e le istituzioni”.

Dopo il saluto di benvenuto pronunciato, in apertura, da Serena Redemagni, presidente dell’Avis varesino, che ha sottolineato la soddisfazione per avere raggiunto un traguardo così importante nella vita associativa (l’Avis di Varese è nato il 20 febbraio 1951, per volontà di medici, infermieri e volontari), è intervenuta, con una riflessione ricca di spunti e di prospettive, Emma Cavallaro, presidente della Convol (Conferenza Permanente dei Presidenti delle Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato).

Un intervento, quello della Cavallaro, che si è misurato con il tessuto di valori e convinzioni più autentiche del volontariato, un fenomeno che spesso rischia di dimenticare le sue radici etiche profonde. Spesso del volontariato, ha detto la presidente della Convol, si coglie l’utilità, la capacità di gestire servizi, mentre nel volontariato sono insiti valori importanti. ”Il volontariato è gratuità, dono, riconoscimento dell’altro e costruzione di una relazione con l’altro”.

Ma il volontariato è anche spazio “dove è possibile sperimentare tutto questo, al di là dei condizionamenti del mercato e in maniera diversa rispetto allo Stato”.  Una funzione educativa e pedagogica per ognuno di noi, con un valore assai prezioso oggi. “E’ importante segnalare l’esistenza di certi valori, legati ai più deboli,  in una scoietà tutta proiettata verso i ricchi e i forti”.

Fondamentale, secondo la Cavallaro, il recupero di una dimensione politica del volontariato. “Un ruolo da soggetto di cambiamento, che può sollecitare la consocenza e la pratica dei diritti, proporre progetti, sperimentare soluzioni e servizi, valutare le politiche sociali”. Soprattutto, il volontariato “deve ritrovare la sua forza profetica, il coraggio della denuncia”, perchè la neutralità non si addice al volontariato.

Sui temi sollevati dalla relazione è intervenuto il sindaco di Varese, Attilio Fontana. “Il volontariato ha una funzione fondamentale nella condizione odierna, un ruolo essenziale considerati i tagli fatti nei confronti dei Comuni, che sono l’ultimo e più debole anello della catena, con una limitata capacità di fare sentire la loro voce”. Il primo cittadino, che è anche presidente dell’Associazione dei Comuni italiani a livello regionale, ha ribadito la sua preoccupazione circa l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza e la drastica riduzione di risorse dalla Regione sul Fondo sociale.

Fontana ha ricordato l’impegno dell’assessore regionale Boscagli a concentrare le risorse proprio sul Fondo sociale. “Se questo non accadesse – ha concluso il sindaco di Varese - la situazione per i Comuni diventerebbe davvero pesante”.

Convegno e, questa sera, spettacolo di danze irlandesi con i Gend’Ys, non sono che la prima tapopa dei festeggiamenti per i 60 anni dell’Avis di Varese. Il 2 giugno è prevista una caccia al tesoro per i bambini delle scuole di Varese ai Giardini Estensi, l’11 o 12 giugno Pompieropoli nel centro del capoluogo, il 14 giugno la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, a luglio il karaoke nel centro di Varese, l’11 settembre la IV Cicloturistica Avis, il 5 novembre la castagnata, e il 10-11 dicembre la raccolta di fondi per Telethon.

18 marzo 2011
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