Varese

Al Teatro Apollonio Lella Costa si dà le “Arie”

L'attrice Lella Costa

Un’attrice decisamente poliedrica, con una punta di intelligente camaleontismo, Lella Costa, che inanella spettacoli difficilmente catalogabili e scarsamente simili. Quello che propone questa sera 16 marzo sul palco del Teatro Apollonio di Varese, “Arie”, regia di Gallione (ore 21), passa attraverso i suoi spettacoli alla ricerca di un tratto comune, di un elemento che ritorna, di un comune orizzonte, di un trampolino di lancio per le imprevedibili riflessioni di Lella.

E’ la musica, nelle sue varie declinazioni che essa può avere ad abitare nel cuore degli spettacoli dell’attrice. Piunto di partenza dio questa idea è stato, come racconta la stessa Lella Costa, il premio assegnatole nel 2010, dagli Amici del Conservatorio di Milano, “Una vita per la musica”, insieme a Luciana Serra e Liliana Cosi. Un punto di partenza da cui l’attrice inizia un viaggio a ritroso. “Sono andata a rileggermi i copioni dei miei spettacoli, da “Ragazze” su su fino ad “Adlib”, per verificare se davvero in ognuno di loro ci fosse, più o meno esplicito, più o meno consapevole, qualcosa “che aveva a che fare con la musica”. E se ci tenete a saperlo sì, c’era. C’era la costante presenza della musica, non solo come semplice colonna sonora, ma proprio come voce altra, come interlocutore e comprimario e complice di palcoscenico; e c’erano anche, in ogni testo, dei brani costruiti con una scansione metrica che li rendeva molto più simili a uno spartito che a un copione, a un assolo che a un monologo. Piccole romanze recitate. Arie”.

Uno spettacolo antologico? Non solo. Una rivisitazione, piuttosto, in grado di trasformare tanti frammenti in un copione sinfonico, visto che parliamo di musica. Del resto, l’attrice ha al suo attivo una ricca serie di collaborazioni con musicisti in carne e ossa, sul palco e in sala d’incisione : Paolo Fresu, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, Furio Li Castri, Paolo Damiani, Danilo Rea, Antonello Salis, Bebo Ferra. Per non parlare delle incursioni nella musica classica, con Ruggero Laganà, con Giorgio Mezzanotte, con Rosetta Cucchi.

Uno spettacolo da godere per i contenuti, ovviamente, ma soprattutto per lo stile  della Costa, leggero ed ironico, capace di passare, senza tregua, dal tesoro della tradizione, letteraria o musicale, favolistica o teatrale, all’attualità avvilente dei nostri giorni. E questo senza mai pesare sulla platea che l’applaude.

16 marzo 2011
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