Varese

A Villa Baragiola sorgerà il Museo Tattile di Varese

La Stecca a Villa Baragiola: sorgerà qui il Museo tattile

Semaforo verde, a Varese, per il Museo Tattile. Sorgerà al piano terreno di Villa Baragiola, nello stabile comunemente chiamato Stecca.  Uno spazio espositivo, che ha visto diverse mostre e che fa parte a pieno titolo dei Civici Musei di Varese.  Sulla scorta di simili esperienze già sviluppate altrove, come il Museo Omero di Ancona, a Villa Baragiola saranno esposte opere d’arte che si potranno conoscere attraverso la sorprendente prospettiva delle mani.

Ad Ancona, ad esempio, la collezione tattile include modellini di celebri architetture (Partenone, Mole Vanvitelliana), copie e calchi di famose sculture (Nike di Samotracia, Pietà di Michelangelo in San Pietro , Venere italica del Canova), preziosi reperti archeologici, opere originali di artisti contemporanei.

L’iniziativa che prenderà corpo all’ex seminario di Masnago è stata affidata per cinque anni da Palazzo Estense a “Controluce”, una onlus con sede a Comerio, che si propone di promuovere la cultura, l’arte, l’analisi e la comprensione dell’ambiente e del territorio attraverso la fornitura di servizi che permettano a persone con disabilità visiva di accedere a nuove forme di conoscenza e di sviluppo culturale. L’associazione, che si era fatta a conoscere a Varese per il progetto pilota “Quarta di copertina”, che alla Libreria del Corso offriva “quarte di copertina”, in caratteri braille e per ipovedenti, dei libri appena pubblicati, garantirà l’apertura e la custodia del nuovo museo, a costo zero per il Comune. 

Certamente una bella iniziativa, il nuovo museo che sorgerà a Villa Baragiola, ma che non sarà esente da qualche problema: il Museo Tattile di Varese, una volta realizzato, porterà a ridurre notevolmente lo spazio espositivo che alla Stecca è riservato alle mostre temporanee. Non solo: nel progetto approvato dalla giunta Fontana viene anche mantenuto uno spazio destinato a conferenze e dibattiti a disposizione del Comune. Sarà difficile fare quadrare il cerchio e, soprattutto, il nuovo museo impedirà la realizzazione di mostre di un certo spessore e di notevole ampiezza. Un’opportunità importante, che altri spazi museali, come la Sala Veratti, non possono offrire.

14 marzo 2011
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