Varese

All’Apollonio Russo bacchetta lo spettatore Maroni

Tato Russo al Teatro Apollonio

Finale a sorpresa per la “prima” varesina della commedia “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello messa in scena, al Teatro Apollonio, dalla compagnia di Tato Russo. Rappresentazione tranquilla di un grande classico del teatro, in questo caso una riscrittura di Russo dal romanzo del nostro premio Nobel. Seduto in prima galleria, accanto alla moglie, il ministro degli Interni, Roberto Maroni. Primo tempo, breve intervallo, secondo tempo, con gli uomini della scorta del ministro sempre vigili sui movimenti all’interno della sala. Dopo una suggestiva scena finale, in cui tutti gli attori appaiono mascherati, si chiude il sipario e parte un forte applauso.

Si riapre il sipario, con Russo e la sua compagnia che raccolgono gli applausi. Poi, all’improvviso, si accendono le luci in sala. Russo si fa avanti, guarda verso il pubblico e domanda: “C’è ancora in sala il ministro Maroni? Un bravissimo ministro, di cui potete essere davvero fieri”. Il ministro, sorridente, si schermisce, sottraendosi a quelli che crede essere dei complimenti. Non sa, invece, che sta per partire un duro atto d’accusa contro i tagli alla cultura e allo spettacolo.

Russo attacca: “Le chiediamo, signor ministro, di intervenire presso il ministro Tremonti, che ieri ha pensato di tagliare ancora di altri 27 milioni il Fus (Fondo unico spettacolo, ndr.). Invece di tagliare i fondi per lo spettacolo, si poteva tagliare altri capitoli, per esempio le auto blu”. Un esempio che scatena un forte applauso del pubblico dell’Apollonio. L’appello è anche un atto d’accusa, rivolto ad un Maroni sempre più imbarazzato, incerto se lasciare la sala: non può, ha tutti gli occhi addosso. “E’ probabile – continua Russo – che questa compagnia il prossimo anno non la potrete più vedere a causa dei tagli, e facciamo appello al ministro Maroni”. “Sarebbe bello che un ministro bravo come Maroni – continua imperterrito Russo – possa diventare ministro della cultura, al posto di Bondi, anche se non è possibile: al ministero della Cultura non sta di casa l’efficienza”.

Un appello al ministro presente in sala per vedere l’opera di Pirandello, che si è chiuso rilanciando l’Sos: “Speriamo che lei ministro ci aiuti, anche perchè lei è anche un musicista, un sassofonista”. No, in realtà Maroni è un tastierista, ma l’appello gli è arrivato certamente forte e chiaro.

12 marzo 2011
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2 commenti a “All’Apollonio Russo bacchetta lo spettatore Maroni

  1. giuliano il 12 marzo 2011, ore 11:02

    Applausi a parte e vera o non vera che sia la sua protesta fatta in pubblico a mò di agguato (prima la carota e poi il bastone), il sig. Russo adottando il sistema del trabocchetto invece che organizzare un confronto con soggetti competenti ed interessati all’argomento che ha sollevato, lo pone in una situazione di evidente scorrettezza.

  2. domenico molinero il 14 marzo 2011, ore 10:02

    Non c’era da aspettarsi di meglio da chi pretende di vivere di sussidi pubblici.

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