Varese

Inno di Mameli, per Binelli “inno dell’oppressione”

L'assessore leghista Fabio Binelli

Facebook è un social network molto utilizzato dai varesini. E non si parla solo di piccole cose quotidiane, qualche volta spunta anche qualche riflessione da non sottovalutare. E’ il caso, iun questi mesi, dei temi legati alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che spesso vede il Carroccio e i suoi dirigenti poco inclini ad intervenire. Nel caso di Varese, poi, solo domani saranno comunicati i momenti di festeggiamento di questo importante anniversario, in forte ritardo rispetto a molti altri Comuni.

Ma ieri sera, su Facebook, in una discussione partita, sulla pagina del consigliere comunale Pd, Fabrizio Mirabelli, dal documento sottoscritto da tutti i consiglieri (tranne quelli leghisti) di far iniziare ogni seduta del Consiglio dall’inno di Mameli, documento che aveva anticipato un’analoga decisione del Consiglio regionale, si sono viste affermazioni sopra le righe e fastidiose.

Vari i partecipanti alla discussione, tra i quali lo stesso Mirabelli e l’assessore leghista all’Urbanistica, Fabio Binelli, oltre a Raffaella Greco (Unione italiana) e Andrea Civati, rottamatore Pd. Ad un certo punto, riguardo alla possibilità auspicata dai consiglieri firmatari, esce in Rete il giudizio lapidario del leghista Binelli: “Se suonano l’inno dell’oppressione, io sto fuori dall’aula”.

Giudizio sconcertante e assolutamente inaccettabile. Tanto più se pronunciato da un importante esponente dell’Amministrazione comunale come l’assessore leghista Binelli. Oppressione? Ma quale giudizio può dare dello Stato italiano chi giudica “oppressivo” il Paese che trova nella sua bandiera tricolore e nel suo inno nazionale momenti di riferimento condiviso?

Un’opinione davvero sopra le righe, che lascia l’amaro in bocca. Sarebbe interessante, a questo punto, sapere se i colleghi della giunta Fontana condividono tale giudizio, e se lo condivide il primo cittadino di Varese.

10 marzo 2011
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5 commenti a “Inno di Mameli, per Binelli “inno dell’oppressione”

  1. f.m. il 10 marzo 2011, ore 17:06

    Onore e stima agli uomini liberi!!!

  2. Sergio il 10 marzo 2011, ore 19:50

    Binelli, vergognati e dimettiti!!! Noi varesini non meritiamo di essere rappresentati da questi personaggi.

  3. ROBERTO GERVASINI il 10 marzo 2011, ore 20:00

    Visto come han conciato Varese in quasi vent’anni è meglio che cantino Va Pensiero
    un pianto funebre di femmine come lo definisce Riccardo Muti.
    Va bene come inno de Vares, una Vares cimiteriale.

    Va pensiero sull’ali dorate delle ignorantate, sui fiumi sui colli, insomma dove piovera’ il nuovo piano regolatore, DOPO LE ELEZIONI.

  4. marcello chiriacò il 10 marzo 2011, ore 20:48

    La dichiarazione dell’Assessore è delirante e offensiva per noi italiani che gli paghiamo lo stipendio. Se vuole continuare a dire queste castronerie, si dimetta e lo faccia fuori dalle istituzioni.

  5. Binelli, l’assessore oppresso | Prossima fermata Varese il 11 marzo 2011, ore 17:26

    [...] l’indecente uscita di Binelli su Facebook, Andrea Civati ha deciso di chiedere pubblicamente le dimissioni [...]

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