Varese

Varese e i giovani, deserto il convegno all’Insubria

Un momento del dibattito

L’idea poteva anche essere buona, ma non c’è stata possibilità di metterla in pratica, peraltro confermando i risultati della stessa indagine che doveva essere commentata, “Varese, come la vedi?”, da cui emerge un’immagine di città come piuttosto indifferente e lontana rispetto ai giovani. L’incontro “Varese e i giovani”, organizzato, nel pomeriggio, presso l’Insubria, dal Creares, Centro di ricerca dell’Università dell’Insubria, e dal Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, è andato praticamente deserto. Una ventina di partecipanti in sala, ad ascoltare l’intervento del sociologo Lelio Demichelis, che ha curato la ricerca, e poi il dibattito. La ricerca ha prodotto risultati sconfortanti. Che si è cercato di non cogliere nella loro allarmante chiarezza.

Sulla base dei 3500 questionari diffusi a Varese, il 53,2% dei ragazzi, tra i 16 e i 30 anni, che ha risposto, giudica negativamente la città per come si rapporta con i giovani: “fa scena muta” per il 12% e “ha capacità, ma non si applica” per il 41%. Giudizio duro degli intervistati sui coetanei varesini: sono snob (per il 19%), viziati (15%), borghesi (14,30%), pensano solo a bere e fumare (9,74%). Al punto che, vista l’immagine dei varesini, il 70% degli intervistati non si sente varesino. Il 20% dei ragazzi interpellati non legge neppure un libro in un anno. Il 43% poi milita in associazioni sportive e solo il 17 s’impegna nel mondo del volontariato.

Dati gravi, preoccupanti, che hanno dato vita ad una serie di giudizi incredibili. Lo stesso sociologo Demichelis ha detto che “la città non ha un’identità, ma è una città che fa molto per i giovani”, mentre il problema, forse, è che si tratta proprio di una città che per i giovani pare fare poco o nulla, a partire dall’amministrazione comunale. E proprio a dare voce al Comune, è intervenuto il dirigente dei servizi sociali, Spatola, che si è sforzato di vedere, rispetto ai risultati allarmanti, il bicchiere mezzo pieno. Una riflessione molto discutibile, quella del dirigente, quando ha affermato che la percentuale di giovani che esprimevano giudizi negativi (oltre il 50%) “corrisponde a quelli che non conoscono i servizi offerti dalla città”. Non solo: il problema è che a Varese si è divisi in “conventicole” e uno ignora quello che fa l’altro. Tra le iniziative citate, l’Informagiovani e il tavolo dell’associazionismo studentesco.

Sforzi inutili: la ricerca fotografa una realtà preoccupante, che vede i giovani spesso “tagliati fuori”. E il fatto che, da un certo momento in avanti, Varese sia diventata una città universitaria, non ha cambiato purtroppo di una virgola lo stato di cose.

7 marzo 2011
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Un commento a “Varese e i giovani, deserto il convegno all’Insubria

  1. Giuliana Piatti il 8 marzo 2011, ore 00:12

    Ero tra i presenti al convegno. La non presenza dei giovani varesini purtroppo conferma ciò che è emerso dall’indagine in città… Non si può comunque arrendersi di fronte a questa situazione inquietante nella sua staticità. Occorre moltiplicare l’impegno per scuotere i nostri giovani che forse non vedono il nostro entusiasmo, la nostra fiducia di adulti spesso rassegnati.
    Ognuno si faccia un’esame di coscienza e trovi nuovi input e risorse interiori.
    Occorre che l’adulto sia veramente un modello, un punto di riferimento.
    Voglio perciò ringraziare chi si è fatto carico di questa iniziativa che ho trovato molto interessante e valida. Molto stimolante il filmato…

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