Varese

“Giovani Alianti”, ragazzi oltre Gomorra e X-Factor

L'intervento di Giuseppe Battarino

Teatro Apollonio strapieno, questa mattina, per la decima edizione della manifestazione “Giovani Alianti”, appuntamento entrato ormai, come momento fisso, nell’anno scolastico varesino. Ancora una volta, coordinata sul palco dal brillante giornalista Mario Visco del quotidiano “La Prealpina”, la mattinata è stata una vetrina per tante iniziative maturate in quel mondo della scuola pubblica oggi così spesso maltrattato, iniziative di qualità, costruite insieme da ragazzi ed insegnanti. Dietro la manifestazione di oggi alcune realtà importanti del tessuto della società civile, come lo Sportello del Volontariato, ospitato a Varese presso l’istituto Keynes e coordinato dalla professoressa Lella Innaccone, e il Cesvov, in collaborazione con l’assessore comunale alle Politiche educative, Patrizia Tomassini.

Ricca l’offerta di iniziative e proposte arriva dalle scuole varesine, con ragazzi, di età diverse, capaci di uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni, capaci di rivendicare una vita civile fatta di diritti e non di concessioni, e in grado di impegnarsi tutti i giorni senza il desiderio di emergere con la scorciatoia dei programmi tv. Tema complessivo della decima edizione dei “Giovani Alianti”, quello dei “Giovani tra trasgressioni, responsabilità e solidarietà”. Un tema su cui si sono impegnate la Scuola primaria Pascoli di Varese, l’Isis Newton di Varese, l’Istituto Manzoni di Varese, il Liceo classico Cairoli di Varese, il Liceo Scientifico Ferraris di Varese, l’Isis Dalla Chiesa di Sesto Calende, il Liceo artistico Frattini di Varese, l’Ipc Einaudi di Varese.

Una mattinata che è stata dominata da alcune presenze davvero importanti. Sono saliti sul palco i ragazzi dell’Ipc Europa di Pomigliano d’Arco, ormai amici dell’iniziativa varesina, che con l’aiuto di slide che si riferivano ai dettati della Costituzione italiana, hanno inviato un messaggio forte ai ragazzi varesini: la necessità di riconquistare la dignità in un momento difficile, soprattutto per il Sud, come questo. Ancora più interessante il contributo che hanno portato gli studenti dell’Itis Amedeo d’Aosta dell’Aquila. Dalla città martoriata dal terremoto una piccola fiction, con gli studenti come interpreti, su una selezione di personale in una iopotetica azienda. Scartati, alla fine, i raccomandati e le “veline” in favore di ragazzi, più normali e meno referenziati, ma più capaci di solidarietà ed amicizia.

Tra i testimoni, quest’anno è intervenuto anche il magistrato-scrittore Giuseppe Battarino, che è riuscito presto a vincere la diffidenza dei ragazzi all’annuncio che avrebbe tenuto una piccola “lezione”. Le parole di Battarino, la sua simpatia, la capacità di parlare attraverso storie di vita e non fumose teorie, hanno portato i ragazzi a riservare grande attenzione (e anche un aspplauso a scena aperta) alle parole di Battarino. Una riflessione, la sua, sulla priorità del “noi” rispetto al pronome “io” nella vita sociale e politica. Una dimensione collettiva rintracciabile anche nelle origini costituzionali della nostra democrazia, quando ad occuparsi di politica era un uomo come il cattolico Giuseppe Dossetti, capace di scrivere una lettera piena d’umanità ad un proprio avversario politico in occasione di un ricovero per ragioni di salute.

All’incontro dei “Giovani Alianti” hanno portato anche una toccante testimonianza Maurizio Campagna, fratello di Andrea poliziotto ucciso dal terrorista Battisti, e i giovani accolti nella comunità Cenacolo che opera sulla collina di Saluzzo.

3 marzo 2011
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