Varese

Libertà per i popoli del Nord-Africa, Varese si mobilita

Alcuni partecipanti al presidio di Varese

Presidio, ieri sera, a piazza XX Settembre a Varese, promosso dal Coordinamento Migrante varesino, in occasione dell’1 dicembre, la giornata dedicata in Italia ai diritti dei migranti. Obiettivo del presidio, quello di richiamare l’attenzione di tutti sulla mobilitazione per la libertà e la democrazia dei popoli del Nord-Africa. Presenti al presidio, oltre ad alcuni rappresentanti delle comunità di stranieri presenti nel capoluogo, anche le principali associazioni che operano a Varese, a partire dai sindacati Cgil e Cisl, partiti come Pd, Sel, FdS, e poi Acli e molte altre realtà del sociale.

Un momento che è servito a sviluppare una riflessione su un passaggio delicato a livello mondiale, che parte dal Nord Africa ma coinvolge tutti, compreso l’Europa. “Non ci poteva essere un modo migliore per celebrare la giornata del primo marzo che quello di scendere in piazza per esprimere la nostra solidarietà ai popoli del Nord-Africa – dice Sergio Moia, segreteria provinciale Cisl -. Abbiamo molti immigrati tra noi, e questo è il momento di stare con loro vicino alle loro patrie. Abbiamo visto in questi giorni tanti immigrati mobilitarsi e andare davanti a consolati e ambasciate. E’ il momento che anche l’Italia faccia la sua parte. Come dice lo slogan di oggi: Italia svegliati, l’Africa ti chiama”.

Per Ornella Riccardi, segreteria provinciale della Cgil di Varese, “non possiamo che condividere le ragioni dei popoli che si stanno muovendo nel Nord-Africa, ragioni forti come la voglia di vivere dignitosamente, la libertà d’espressione”. Per la dirigente Cgil sono due i mesaggi da mandare al governo. “Occorre innanzitutto accogliere adeguatamente i profughi, soprattutto donne e bambini”. E poi, “una politica internazionale che possa discutere con la Libia anche sul fronte dei molti interessi che abbiamo in quel Paese”. Per la Cgil è una mobilitazione “che soprattutto punta a difendere i diritti, di coloro che vogliono libertà in Africa, ma anche di coloro che li rivendicano anche in Italia”.

2 marzo 2011
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