Varese

Civici Musei senza colpo d’ala. Le ultime due iniziative

La presentazione della mostra alla Sala Veratti

I Civici Musei di Varese continuano a non mostrare grande vivacità. Di mostre se ne sono viste davvero poche in questi ultimi anni (e la riuscita Artparty, al Castello di Masnago e in Sala Veratti, era più un evento che una mostra). Ora due sedi dei Civici Musei propongono due iniziative, due appuntamenti che non segnano, ancora una volta, il tanto atteso colpo d’ala, degno del capoluogo che, nonostante tutto, Varese ancora è. Non solo: sono iniziative a sè, prive di un quadro complessivo di proposte 2011 che il Comune avrebbe deciso di non presentare. Forse per non attirare l’attenzione su un programma che, tra tagli e poche iniziative, apparirebbe piuttosto magro e deludente? Chissà.

In questo momento è in corso, presso la Sala Veratti, che continua ad essere gestita dall’associazione Varesevive presiduta dall’imprendiotore Giuseppe Redaelli, la rassegna “Arte e artisti in Varese e provincia 1927-1940″, a cura del critico Luigi Piatti. Tranne due sculture che provengono dai Civici Musei, le altre opere sono state prestate da collezionisti privati. Una mostra che rimarca la scelta di artisti che sono rimasti confinati in provincia, senza senza grandi innovazioni, rivolti ad un mercato locale ristretto, molto legato al territorio. Interessante? Certo, ma un capoluogo non può limitarsi solo a mostre come questa.

La seconda iniziativa riguarda, invece, il Castello di Masnago, che venerdì 4 marzo, alle 18, vedrà inaugurare il nuovo allestimento della collezione permanente d’arte moderna e contemporanea degli stessi Civici Musei di Varese.  La raccolta, allestita già dal 1995 nell’ala quattrocentesca del Castello, comprende opere di pittura, scultura e grafica che spaziano dal XVI al XX secolo, realizzate perloppiù da artisti di area lombarda. Il nuovo allestimento, concepito in ordine cronologico, permette di riscoprire alcune opere mai esposte o precedentemente poco valorizzate e, attraverso un approfondito apparato didascalico, di stabilire rimandi tra le opere stesse e nostro il territorio. Tra le cose che da tempo si attendevano, va apprezzata la ristrutturazione del bookshop del museo, finora certamente non all’altezza di analoghi luoghi a Gallarate o, ad esempio, a Lugano.

E così, mentre il Maga di Gallarate ha proposto e propone iniziative su grandi maestri del Novecento come Modì e, presto, Giacometti, Varese si ostina a guardare solo ad autori che, come disse il critico Enrico Crispolti in un convegno dedicato ad Innocente Salvini presso Villa Recalcati, nessuno conosce al di fuori dei ristretti confini del nostro territorio.

1 marzo 2011
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