Varese

Garibaldi a Varese fa sold out alla Biblioteca civica

L'editore Scardeoni interviene alla Biblioteca Civica

Garibaldi arriva a Varese a mezzanotte. C’è una pioggia torrenziale. Da qualche ora i suoi uomini sono arrivati in città, accolti dai varesini con grande gioia. Il podestà di Varese, Carlo Carcano, ha mandato un suo assessore, Puricelli, ad accogliere l’Eroe dei due Mondi al suo arrivo a Sesto Calende. I varesini attendono lui, che arriva al municipio e trova tanti cittadini con nastri tricolori. Il podestà dichiara che il potere austriaco è caduto e riconosce l’autorità dei Savoia. Lo stesso Garibaldi ricorda con commozione l’accoglienza della città giardino. E poi arriva la drammatica battaglia di Varese, a Biumo Inferiore, in data 26 maggio 1859.

Un ricordo teso, che propone lo storico Enzo Laforgia, e cade nel silenzio assoluto dei tanti che affollano la Sala Morselli della Biblioteca civica di Varese per la presentazione del volume, ristampato da Arterigere, ”Varese Garibaldi ed Urban nel 1859″, scritto dal sacerdote Giuseppe Della Valle. La sala è affollata, e la presentazione, come spiega all’inizio Anna Agostini, è stata organizzata dall’Anpi, in collaborazione con la casa editrice e il Comune. Tanta gente la dice lunga su un diffuso desiderio di saperne di più, di conoscere più a fondo la Varese risorgimentale e garibaldina.

Apre la presentazione l’editore, Carlo Scardeoni, che ricorda come le vicende rievocate nel volume sono presenti nelle strade (al sacerdote è dedicata una via a Biumo Inferiore), così come un monumento a Biumo ricorda la battaglia, un monumento che prima si trovava in un cortile del Tribunale e che la prima edizione del libro oggi ristampato ha contribuito a realizzare.

Prende poi la parola il presidente provinciale Anpi, Angelo Chiesa, che ricorda come “la Resistenza sia sempre stata considerata come il secondo Risorgimento, in quanto – dice Chiesa – il primo ha conquistato l’unità del Paese e il secondo l’ha difesa”. Sono continui i rimandi di Chiesa tra i due Risorgimenti. Il sacerdote autore del volume, testimone diretto della battaglia garibaldina di Biumo, e di ispirazione liberale, ricorda un pesronaggio come don Natale Motta, che diresse nella Resistenza il gruppo Oscar. Gli stessi gruppi di Cacciatori delle Alpi, che si muovevano in territorio nemico, scacciando l’austriaco Urban, ricordano i protagonisti della lotta partigiana.

A concludere gli interventi, lo storico Enzo Laforgia, dell’Istituto varesino Luigi Ambrosoli per la storia dell’Italia contemporanea, che critica ricostruzioni storiche “in funzione commemorativa”. E’ necessario, al contrario, mostrare la capacità di comunicare con i più giovani, interessandoli alla storia nazionale. Laforgia fa riferimento al cinema, alla capacità delle sequenze iniziali di “Salvate il soldato Ryan” di Spielberg, di coinvolgere il pubblico nello sbarco in Normandia. Coinvolgere i più giovani è necessario, partendo dal fatto che “il riscontro di pubblico nelle scuole è straordinario su questi temi, mentre, al contrario, sono altrettanto evidenti la freddezza e il mutismo del mondo politico”.

26 febbraio 2011
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