Varese

Cattolici nemici in Consiglio, divisi sui temi della vita

Un momento dell'aspro confronto in aula

Tema importante, di estrema delicatezza e rilevanza, la tutela della vita, tema che appare trasversale agli schieramenti, che spesso divide e allontana i vicini e, altrettanto spesso, avvicina e fa convergere i lontani. E dunque era prevedibile ciò che è accaduto ieri sera in Consiglio comunale a Varese, quando è finalmente andata in discussione un ordine del giorno proposto dai Pdl Stefano Clerici e Aldo Colombo, quest’ultimo di area ciellina. Un ordine del giorno che chiedeva di inserire nello Statuto comunale  la tutela della vita “dal suo concepimento fino alla morte naturale”. Un documento che, al di là degli schieramenti, ha visto purtroppo divisa l’area cattolica presente in Consiglio comunale.

Un documento che più volte era stato rinviato e che ieri sera, in aula, ha portato ad una tensione e ad un coinvolgimento dell’aula che diceva quanto fosse importante la posta in gioco. “Non è un ordine del giorno anti-abortista e contro i diritti delle donne – ha esordito il consigliere Clerici -, ma è un atto politico che punta a sostenere la vita fin dal momento del suo concepimento. E un aiuto concreto alle donne in difficoltà”. Molti i contenuti: da un sostegno all’affitto per le madri a progetti di aiuto, già sperimentati a Milano, come il Progetto Gemma (legato al Movimento per la vita). “A ridosso dell’8 marzo – ha concluso Clerici – è un segnale di vicinanza concreta e non a parole alle donne”.

A questo punto è intervenuto Roberto Molinari, consigliere e segretario cittadino del Pd, anche lui esponente del mondo cattolico varesino. Molinari ha rilevato come il documento fosse stato condizionato, alla sua presentazione, dalla drammatica vicenda di Eluana, e ha proposto una serie di emendamenti, tra i quali anche un emendamento che ribadiva il rispetto della legge 194. “E’ fondamentale – ha detto l’esponente Pd – eliminare ogni riferimento ideologico e, soprattutto, evitare che appaia contro qualcosa, invece che a sostegno”.

Diversi gli interventi in aula, tra cui quello del consigliere Angelo Zappoli, gruppo La Sinistra, che ha rimarcato come il progetto Gemma fosse espressione di “un’associazione privata di fedeli riconosciuta a livello diocesano” (“no, è legata al Movimento per la vita”, ha sottolineato Aldo Colombo).

A questo punto è arrivata la svolta nel confronto. E’ intervenuto il capogruppo leghista Ghiringhelli per dire che “un argomento così stra-importante richiede i necessari approfondimenti e dunque è il caso di rinviarlo nelle Commissioni”. Un intervento che, ribadito dal consigliere leghista Moroni, di fatto spaccava la maggioranza. “Una forzatura”, ha definito il provvedimento lo stesso Ghiringhelli.

Si è così arrivati al voto. Usciti dall’aula lo stesso Moroni, i consiglieri di Movimento Libero, , i consiglieri Zappoli (La Sinistra) e Pitarresi (Comunisti italiani). Divisioni anche nel gruppo del Pd, dove il consigliere Nicora, pur votando contro il provvedimento, è rimasto seduto in aula. Alla conta, in aula erano presenti 20 consiglieri e, così, la seduta non raggiungeva il numero legale. Odg respinto e tutti a casa. A chiudere il dibattito, una dichiarazione amara del Pdl Aldo Colombo: “I cattolici adulti della sinistra, sui valori irrinunciabili della vita, hanno dimostrato, uscendo dall’aula, di essere degli irresponsabili”.

Resta il fatto che, su un tema rilevante e sostanzialmente etico come la tutela della vita, l’area cattolica presente in Consiglio non ha saputo convergere su una posizione comune, al di là di polemiche e di schieramenti diversi. E questo certamente è un aspetto negativo del dibattito di ieri sera.

25 febbraio 2011
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2 commenti a “Cattolici nemici in Consiglio, divisi sui temi della vita

  1. abdul sensibile il 25 febbraio 2011, ore 09:43

    no ragazzi non ci siamo… ma con tutta la roba da decidere, un bilancio devastante, la cultura a livello zero… si litiga su una frase dello statuto? mettete per cortesia questa frase così clerici si tranquillizza.

  2. Daniele il 25 febbraio 2011, ore 18:29

    dividersi sui temi della vita “sin dal suo concepimento” è cosa grave ma ancor più grave è quando cattolici che su questi temi non hanno dubbi, poi si schierano senza mezzi termini per il respingimento degli immigrati, contro il sostegno ai rom e con ogni mezzo contro i gesti di solidarietà concreta che sostengono la vita di tanti poveri del nostro tempo

    fare tanta fatica per difendere un bimbo nel grembo della madre per poi lasciarlo morire non appena nasce clandestino o straniero, è difficle da capire – sia per i cattolici sia per i non cattolici

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