Varese

Blitz Legambiente: Varese è quasi andata fuori legge

L'incontro con il sindaco

Blitz ieri di Legambiente Varese davanti a Palazzo Estense. Striscioni, mascherine anti-smog, bandiere, per ricordare a tutti che anche la città giardino registra alti tassi di Pm10. Al termine della manifestazione, una lettera è stata consegnata al sindaco Fontana, in cui il presidente dell’organizzazione ambientalista Dino De Simone ha proposto alcune ricette concrete anti-inquinamento.

Rivolgendosi al primo cittadino, si legge nella lettera: “Legambiente è consapevole delle responsabilità e delle difficoltà del suo impegno. Lei è responsabile della salute pubblica locale ed è alle prese con un problema di inquinamento non risolvibile solo con gli strumenti e i poteri a sua disposizione. Siamo però altrettanto convinti che la sua Amministrazione debba farsi promotrice di interventi strutturali e di iniziative coordinate con i Comuni limitrofi. Azioni che finora, secondo noi, non sono state portate avanti con efficacia”.

Continua l’appello al sindaco: “Inoltre, in quanto presidente di Anci Lombardia le chiediamo di farsi portavoce anche a livello nazionale della questione, per sollecitare l’adozione di scelte generali incisive. Affrontare l’inquinamento dell’aria deve infatti essere, a nostro parere, una priorità della politica. Perché riguarda la salute dei cittadini, la qualità della vita, l’organizzazione di una città a misura d’uomo”. 

Con ieri, 23 febbraio, il numero di giorni di superamento della soglia di concentrazione di Pm10 in città è salito a 34. Il limite massimo consentito dall’Unione Europea è di 35 giorni: stiamo per andare fuorilegge.  In tutti i primi 15 giorni di febbraio le polveri sottili hanno superato il limite stabilito di 50 microgrammi al metro cubo, a volte addirittura raddoppiandolo: il record secondo l’ARPA è stato raggiunto lunedì 14 febbraio con 112 microg/metro cubo.

Dice Legambiente: “Come osserva giustamente il Commissario Europeo per l’ambiente Janez Potocnick, le misure d’emergenza si applicano con ricette e formule diverse in tutte le città d’Europa. Nessuna è risolutiva, tutte sono inutili se assunte parzialmente, di malavoglia e senza coordinamento. Proponiamo allora le seguenti misure di emergenza:  fare i controlli delle violazioni del codice della strada e per tutte le emissioni inquinanti fisse e mobili, in primo luogo per i camion euro 0, 1, 2; chiedere ai cittadini di abbassare il riscaldamento delle abitazioni a 19 gradi e abbassare la temperatura negli stabili pubblici e nei negozi (20 gradi sarebbe una norma d’igiene da applicare tutto l’anno); indire blocchi domenicali del traffico e la circolazione a targhe alterne; istituire subito aree a 30 Km/ora, cominciando attorno a qualche plesso scolastico. Ad Amburgo metà delle vie sono a 30 all’ora, tutto l’anno”. Ancora, sostiene Legambiente Varese la necessità di “obbligare i negozi a chiudere le porte, evitando un inutile spreco di energia e di soldi”.

Tra le misure preventive e strutturali, Legambiente propone di istituire un tavolo permanente tra il Comune di Varese, i Comuni limitrofi, l’Asl e l’Arpa che lavori tutto l’anno, per evitare di convocare gli enti interessati per la prima volta il 27 gennaio, nel pieno dell’emergenza, come è accaduto quest’anno; assicurare nuovi investimenti  per il trasporto pubblico locale, considerare la politica del TPL come centrale anche in funzione anti-inquinamento. E’ perciò necessario razionalizzare e potenziare le corse e sostituire gli autobus inquinanti; sostituire il parco veicoli della pubblica amministrazione con vetture a basso impatto: a metano, elettriche, ibride; varare progetti riguardanti interventi a basso costo a sostegno della mobilità sostenibile: dalle corsie preferenziali ai percorsi ciclabili, dall’estensione delle isole pedonali ai servizi di trasporto pubblico a chiamata; allestire in Comune una centrale della Mobilità, con un Mobility Manager al servizio di tutte le grandi utenze: Ospedale, Scuole, Università, Provincia; rimuovere gli ostacoli burocratici e facilitare gli investimenti di risparmio energetico e l’applicazione di pannelli solari e altre tecnologie pulite e rinnovabili: oggi è più facile comprare e circolare con un SUV che dotarsi di un collettore solare per farsi la doccia; seguire l’esempio di Torino e Genova che hanno aderito al Patto europeo dei Sindaci e hanno dato il via libera a piani per ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2 del 30%.

25 febbraio 2011
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