Varese

Varese, l’anti-Mantova: bilancio azzera la cultura

La conferenza stampa sul bilancio

Convocata all’improvviso, sindaco Fontana e assessori si sono presentati ai media per presentare il bilancio di previsione del Comune di Varese. A dire la verita, erano assenti alcuni assessori fondamentali, come il leghista Binelli o la Promozione del territorio, il Pdl Angelini. E, ad essere ancora più chiari, dalla conferenza stampa non si è capito moltissimo del bilancio che, fra qualche settimana, approderà in aula. “Abbiamo mantenuto un equilibrio nonostante i tagli – ha detto il sindaco Fontana -, abbiamo mantenuto inalterati i servizi alla persona, non abbiamo aumentato le tariffe (tranne gli aumenti del trasporto locale)”. Poi continua: “Certo, tagli ce ne sono stati e tutti gli assessori hanno contribuito al bilancio”.

Un bilancio, si può dire, in precario equilibrio, tutto basato sulle entrate, senza nessuna possibilità di fare conto anche sulle entrate certe della finanza derivata che, fino all’anno scorso, venivano da Roma e dal Pirellone. Come ricorda lo stesso Fontana, si tratta di 2 milioni e mezzo di trasferimenti in meno dallo Stato e di un milione in meno dalla Regione. Non poca cosa.

A pagare i tagli sarà soprattutto la Cultura, che vede un taglio dell’80%, circa 500 mila euro in meno (per il 60% per obblighi di legge e per il 40% per scelta). “Se non ci saranno sponsor -dice il sindaco che, è bene ricordarlo, è anche assessore alla Cultura – praticamente le mostre verranno tutte eliminate”. Un’affermazione preoccupante, considerato che è molto tempo che, anche senza tagli, la programmazione culturale del Comune di Varese è assai modesta. E senza pensare che cultura, in Comuni lombardi come Mantova e Brescia, non è un hobby, ma un importante volano per produrre ricchezza.

In compenso,  è lo stesso sindaco Fontana che conferma che il Teatrino Santuccio, affitto pagato all’immobiliare Fivar di quasi 50 mila euro all’anno, sarà mantenuto. E questo nonostante il fatto che al momento è decisamente sottoutilizzato, senza che alcun cartellone di iniziative o proposte sia stato presentato.

23 febbraio 2011
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4 commenti a “Varese, l’anti-Mantova: bilancio azzera la cultura

  1. Renato Bertossi il 23 febbraio 2011, ore 17:02

    Ammesso che abbia capito qualcosa della storia del “Santuccio”… ho perso di vista l’esito della gara per l’assegnazione della gestione del Teatro Santuccio dopo la rinuncia dell’Associazione Il Vellone. Com’è, adesso, la situazione?

  2. abdul sensibile il 24 febbraio 2011, ore 12:46

    non siamo mantova, ma manco vigevano. ragazzi che mestizia

  3. abdul sensibile il 24 febbraio 2011, ore 12:48

    in efffetti al santuccio non succede più nulla. se aggiungiamo che luoghi ormai consolidati dove sentire musica stanno progressivamente chiudendo (o limitando gli orari … anche a causa di una politica comunale) possiamo dire che varese è ormai una città che offre veramente veramente poco. alla faccia del rilancio del centro e della tanto apprezzata movida.

  4. ROBERTO GERVASINI il 24 febbraio 2011, ore 17:34

    Beh, ragazzi ” W la Fi … Var “.
    La Fivar immobilare è quella che riscuore dal Comune.

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