Varese

Patto dei sindaci: dopo il sì del Consiglio, è tutto fermo

Palazzo Estense, sede del Comune di Varese

Risparmio energetico e scelta di energie rinnovabili riguardano tutti, i privati, ma anche le pubbliche amministrazioni. Scelte urgenti, considerata la costante emergenza che inquinamento e traffico comportano. Un tema che è stato approfondito anche ieri sera presso la Commissione Ambiente del Consiglio comunale di Varese. Confronto che, giustamente, è partito da vicino, ma che si è concluso su un grande punto interrogativo: perchè Varese non ha ancora aderito ufficialmente al Patto dei sindaci per l’energia?

Ma andiamo per gradi. E partiamo, come si diceva, da vicino. Secondo le stime riportate in Commissione dal dirigente Marco Roncaglioni, sono numerose le possibili strategie per abbassare inquinamento e sostenere il risparmio energetico. Una necessità anche per l’ente comunale se è vero, come è vero, che Palazzo Estense produce ogni anno 4 milioni di chilogrammi di CO2. Necessatrio intervenire, dunque, su fronti diversi, con modalità differenti. E’ lo stesso dirigente dell’assessorato Patrimonio, Verde Pubblico e Tutela Ambientale, che parla della riconversione delle caldaie, un’operazione che costerebbe 3 milioni e mezzo di euro, e della sostituzione dei serramenti, più efficienti e più capaci di isolare i locali. Non solo: il Comune di Varese ha previsto di avere un  Energy manager per la gestione delle fonti energetiche, e nel 1999, ricorda ancora Roncaglioni, è stato adottato un Piano sulle fonti energetiche alternative stilato niente meno che dal prestigioso Politecnico di Milano.

E dunque? Il problema è che un buon segnale che si vuole procedere in questa direzione è l’adesione del Comune al Patto dei sindaci per l’energia. Un patto importante, che al momento non è stato però ancora adottato. Come ricorda il consigliere del gruppo “La Sinistra”, Angelo Zappoli, ci fu una delibera del Consiglio comunale il 21 ottobre 2010, ma ancora oggi è rimasta nel cassetto. Sì, perchè entro il 31 dicembre del medesimo anno avrebbe dovuta essere presa in carico dal sindaco e così essere ufficializzata, ma così non è accaduto. Anzi, da quello che si è appreso ieri sera in Commissione, la stessa Giunta avrebbe espresso l’intenzione di prendere tempo sulla questione e di approfondirla ulteriormente. “Essendo una delibera consigliare – reagisce Zappoli – non è necessario un semafori verde della giunta, ma il fatto che venga riportata in Consiglio”.

Dunque, per Varese ancora nessun sì definitivo ad uno strumento importante per l’ambiente. Il presidente della Commissione, il Pdl Stefano Clerici, si è fatto garante di riportare in Consiglio il documento per la seduta del 7 marzo. Una scelta che, secondo il consigliere Siluri (Lega Nord), dovrebbe essere affinacata anche dalle scelte dei privati sul fronte del risparmio energetico. Una non-scelta, invece, secondo il consigliere Udc, Flavio Ibba, che denuncia “il totale fallimento dell’assessorato all’Ambiente”.

23 febbraio 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi