Gallarate

Sold out Einaudi al Condominio. Con lista d’attesa

Ludovico Einaudi al Condominio di Gallarate. Sold out e lista d'attesa

Ennesima conferma che il cartellone della Fondazione culturale di Gallarate, sul fronte musicale, ci ha visto giusto, oltre al fatto che di musicisti come Ludovico Einaudi non ne nascono poi tanti. Così, come era prevedibile, ha fatto il tutto esaurito, al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate (Va), il concerto del grande ritorno di Ludovico Einaudi.

Ma non è finita qui. Da quanto sappiamo, per “The Solo Concert”, in programma sabato prossimo 26 febbraio, alle 21, c’è anche una bella lista d’attesa, fatta da fans che sperano, fino all’ultimo istante, che qualcuno decida di non andare. Ma alla Fondazione non alimentano false speranze. “E’ molto difficile che questo accada. Meglio mettersi il cuore in pace”, dicono dall’ufficio stampa della Fondazione culturale.

Resta il fatto che un concerto di Einaudi è un evento vero, non pompato, fatto di un tessuto di attenzione e interesse nei confronti del compositore, con un successo dato dal mix tra suoni classici e d’avanguardia, che creano una musica introspettiva, meditativa, di grande atmosfera. In Europa ha venduto oltre 750.000 copie e si è esibito in alcuni dei teatri più prestigiosi, tra cui La Scala di Milano, il Barbican di Londra, la Philarmonic Hall di Liverpool e la Philarmonie Kammermusiksaal di Berlino, e Le Trianon di Parigi. ha suonato anche negli USA, in Giappone e in India.

Le collaborazioni con grandi artisti provenienti dalle più diverse tradizioni musicali – Ballakè Sissokò, Rodrigo Leao, Mercan Dede, Paolo Fresu e Djivan Gasparyan – ne hanno fatto un interprete di una nuova world music per pianoforte che integra sonorità etniche e melodie classiche. Le sue composizioni rappresentano un esempio di musica trasversale, autentico ponte tra la musica classica e il pop.

22 febbraio 2011
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Un commento a “Sold out Einaudi al Condominio. Con lista d’attesa

  1. Jane Bowie il 24 febbraio 2011, ore 15:08

    E’ una goduria quando la cultura fa il “sold out”!

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