Sanremo

Sanremo, satira furbetta di Luca e Paolo su Saviano

Luca e Paolo a Sanremo

La satira è un po’ il sale di un contenitore nazional-popolare come il Festival di Sanremo. Non c’è compenso che tenga, la satira ci vuole e ci deve essere. Naturalmente senza esagerare: siamo su Rai1, siamo in Eurovisione. Alla prima serata, le due ex Iene, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, ci avevano provato. Canzoncina sulle note di un vecchio Morandi, con Berlusconi e Fini come protagonisti ed espliciti riferimenti ai festini di Arcore. Ma si sa: in Rai (per non dire Mediaset) il Cavaliere non si tocca. E il titolo originario “Ti processerò” si è subito trasformato nel più rassicurante “Ti sputtanerò”. E poi è arrivato il cambio di marcia.

Così i due comici hanno imparato la lezione e per la seconda serata non ci hanno neppure provato. E per il loro intervento comico hanno spostato la mira sull’odiatissimo Santoro, ancora su Fini e, alla fine, perfino sul pontefice. Ma la satira delle due ex Iene se l’è presa soprattutto con lo scrittore Roberto Saviano, un attacco che sa tanto di satira furbetta. Sì, perchè la satira può ironizzare sulle pause e le affermazioni del Saviano televisivo, ma è necessario ricordare che Saviano non è Gerry Scotti, non fa di mestiere il conduttore di tramissioni tv, ma è uno scrittore impegnato contro la mafia, che da anni vive sotto scorta e rischia davvero.

Non ci vuole molto coraggio ad alzare il tiro su Saviano e a lasciare in pace chi conta molto di più e, soprattutto, ha molti più mezzi per persuadere che il manovratore non si deve disturbare.

16 febbraio 2011
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